31 marzo 2020
Aggiornato 04:00
Auto

Dallara Stradale, la tecnologia da corsa applicata al piacere di guida

Un sogno coltivato sulle piste di tutto il mondo. Un prodotto unico, progettato per esaltare le competenze chiave dell’azienda: strutture in fibra di carbonio, aerodinamica e dinamica del veicolo

VARANO DE' MELEGARI – Il primo esemplare di Dallara Stradale è stato consegnato al suo proprietario nel giorno del suo compleanno. Giampaolo Dallara, una vita da Ingegnere, è uscito alla guida della Dallara omologata per la strada proprio dall’edificio in cui ha iniziato la sua attività imprenditoriale 45 anni fa a Varano de’ Melegari, non distante dalla casa nella quale è nato il 16 novembre 1936. Dopo un lungo periodo di gestazione, nel 2015 venti ingegneri e cinque meccanici sono stati affidati a un direttore tecnico: Giampaolo Dallara. L’obiettivo era chiaro: realizzare una vettura per riscoprire il puro piacere della guida in strada o in pista. «Mi piace pensare che Colin Chapman, che ho incominciato ad ammirare fin dai tempi della sua Lotus Seven, approverebbe l’essenzialità e la semplicità di questa vettura – dice l’ingegner Giampaolo Dallara, presidente della Dallara Automobili – In questo progetto c’è tutto ciò che abbiamo imparato dalle corse e dalle collaborazioni con i nostri clienti, e sono convinto che chi utilizzerà questa vettura potrà provare il gusto del viaggio per il viaggio, la voglia di salire in macchina per fare un bel giro, il piacere della guida».

Prodotto
Nella configurazione di base la Dallara Stradale è una barchetta senza portiere, come le monoposto da competizione. Può essere personalizzata in configurazione roadster con l’aggiunta del parabrezza. Aggiungendo un T-Frame, la vettura diventa targa. E con l’ulteriore aggiunta di due porte con l’apertura ad ala di gabbiano, la vettura diventa un coupé. Per chi vuole utilizzare la vettura prevalentemente in pista, è prevista l’installazione di un’ala posteriore che permette di raggiungere eccezionali livelli di carico aerodinamico. Le personalizzazioni della vettura in ottica prestazione non si limitano alla sola aggiunta dell’ala posteriore, ma è possibile installare sospensioni regolabili che consentono di abbassare la vettura in assetto pista garantendo un elevato standard di comfort in qualsiasi condizione. La Dallara Stradale prevede un cambio manuale a sei rapporti, ma tra gli equipaggiamenti opzionali è previsto un sistema paddle-shift per la robotizzazione del cambio che minimizza il tempo di cambiata, dotato di due modalità e due differenti mappature, automatico e manuale, Normal e Sport. Grazie al peso contenuto (855 kg), a uno studio accurato della dinamica del veicolo e all’elevato carico aerodinamico, le prestazioni sono da vera e propria vettura da competizione. Il motopropulsore è un 4 cilindri 2,3 litri sovralimentato in grado di erogare 400 CV, frutto della accurata selezione e ottimizzazione della componentistica motore, abbinata al sistema di controllo elettronico sviluppato in stretta collaborazione con Bosch. Il primo prototipo marciante è stato presentato il 16 novembre dello scorso anno, data in cui l’ingegner Dallara ha compiuto 80 anni. Da allora sono cominciate le attività di sperimentazione in strada, di omologazione e di preparazione delle attrezzature per la produzione. Ed esattamente un anno dopo, il 16 novembre 2017, come annunciato un anno fa, iniziano le consegne della Dallara Stradale.

Sviluppo
Il collaudo della vettura è stato affidato a due piloti italiani, Marco Apicella e Loris Bicocchi, per validarne le due anime: performance e comfort. «Da un po' di tempo l'ingegner Dallara, quando ci incontravamo, mi diceva: Loris, quando troveremo il tempo e faremo la nostra macchina, io vorrei che lei la collaudasse per noi. Mi prenoto fin da adesso – dice Loris Bicocchi – Sono onorato e orgoglioso di fare parte del team di sviluppo della Dallara da strada e devo dire che ci tenevo molto: io ho sempre avuto un grande rispetto per l'ingegnere, fin da quando lo vidi la prima volta in Lamborghini: io avevo 17 anni. Le forme della Stradale fanno percepire il grande lavoro sull’aerodinamica, aspetto in cui la Dallara eccelle. Fin dai primi giri in pista infatti ho capito che la vettura è un concentrato di quello per cui le vetture Dallara sono famose nel mondo: telaio rigido, cinematica e sospensioni al top e un’aerodinamica che già ai 60/80 km orari si comincia ad apprezzare. In strada poi riesce a passare sulle deformazioni, gli avvallamenti e le buche senza generare ripercussioni sul volante e mantenendo un elevato livello di comfort. Veloce ma sicura: i controlli di stabilità, trazione e frenata raramente intervengono. Divertente perché si lascia pilotare e non ti mette in ansia: bella sulle strade di montagna e prestazionale in pista. Un motore brillante che, accoppiato al peso limitato della vettura, ti permette prestazione da autentica supercar».

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