21 giugno 2024
Aggiornato 08:30
Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 15 dicembre 2008, n. 6193

Carabinieri: Dispensa da servizio permanentemente effettivo

Previa diffida e comunicazione sulle conseguenze espulsive del comportamento ricollegabile

Con sentenza del 15 dicembre 2008, n. 6193 la Sez. IV del Consiglio di Stato, ha stabilito che Il procedimento di dispensa dal servizio permanentemente effettivo di un sottufficiale dei carabinieri deve essere preceduto da formale diffida, come una contestazione di infrazione disciplinare e da una comunicazione che lo renda edotto delle conseguenze espulsive potenzialmente ricollegabili al comportamento dallo stesso posto in essere come, nel caso di specie, dello scarso rendimento da lui dimostrato in servizio.

Fatto e diritto
Un maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri era stato dispensato dal servizio per scarso rendimento ed allora ha impugnato il provvedimento in questione presentando ricorso contro il Ministero della Difesa – Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato per l'annullamento della sentenza del Tar di Bolzano.
Le ragioni del maresciallo
Secondo il maresciallo dei carabinieri l’Amministrazione avrebbe omesso di diffidarlo e di renderlo perciò edotto delle conseguenze espulsive potenzialmente ricollegabili al rendimento scarso da lui dimostrato in servizio.
Il Tribunale, dopo aver sospeso l’efficacia del provvedimento con apposita ordinanza ha però respinto nel merito il gravame.
L’interessato ha quindi impugnato con il ricorso in appello domandandone l’annullamento previa sospensione dell’esecutività. Si è costituita l’Amministrazione, insistendo per il rigetto dell’appello.
Per il maresciallo andava da parte dell’amministrazione applicata una sua circolare che dispone che «Qualora un sottufficiale evidenzi con carattere di continuità comportamenti o qualità negative sia nel disimpegnare le attribuzioni del proprio grado che, in senso più generale, nel rendimento in servizio e, in ogni caso, allorché venga giudicato inferiore alla media, sia debitamente ammonito per iscritto in ordine alle conseguenze derivanti da un mancato ravvedimento. Detti ammonimenti scritti dovranno essere inseriti nel fascicolo personale dell’interessato ed allegati all’eventuale proposta di dispensa. Per quanto concerne l’Esercito, l’Aeronautica Militare e l’Arma dei Carabinieri, qualora il medesimo sottufficiale riporti successivamente la qualifica insufficiente, riferita ad un periodo di servizio di almeno un anno, il Comando/Ente di appartenenza dovrà giudicare se esistano obiettivi margini di recupero dell’interessato - e rinnovare l’ammonimento per iscritto attendendo, quindi, l’esito di ulteriore valutazione – ovvero procedere all’avvio del procedimento disciplinare».
Per l’amministrazione peraltro risultava provato dalla documentazione prodotta in giudizio che nell’ultimo periodo di valutazione l’interessato è stato giudicato «insufficiente» e che più in generale, negli ultimi cinque anni il suo rendimento, stando alle varie schede di valutazione compilate dai superiori gerarchici, è sempre rimasto tra «inferiore alla media» e «insufficiente».
Sussistevano quindi i presupposti specifici divisati dalla circolare per l’inoltro della formale diffida e per il rinnovo dell’ammonimento, con acquisizione di tali atti al fascicolo personale, ma ciò non è pacificamente avvenuto, nonostante il carattere cogente (per gli uffici destinatari) delle prescrizioni contenute in tale atto ministeriale di indirizzo.

La decisione del Tribunale
Il Tribunale ha respinto la doglianza del maresciallo ritenendo che l’omesso espletamento della formalità di preavvertirlo potesse ritenersi sanato in virtù dei vari ammonimenti (spesso trasfusi in relazioni di servizio) rivolti al sottufficiale dai superiori, nel commendevole intento di sollecitarlo a migliorare il proprio rendimento.

La decisione del Consiglio di Stato
Per il Consiglio di Stato, in caso di dispensa dal servizio permanente effettivo per scarso rendimento di un sottufficiale, l'amministrazione deve garantire all'interessato la conoscenza dei fatti specifici mediante apposita contestazione; l'ammonimento formale a migliorare il rendimento; un periodo di esperimento, nopn riconoscendo agli atti interni (ammonimenti, solleciti) la stessa valenza delle diffide e ammonimenti formali cui si riferisce la circolare.
Per il Consiglio di Stato, dunque, il provvedimento impugnato era stato adottato in violazione delle prescrizioni procedimentali stabilite dall’autorità ministeriale e doveva per questo essere pertanto annullato.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione quarta), definitivamente pronunciando, ha così accolto l’appello, riformando la sentenza impugnata e per l’effetto accogliendo le motivazioni addotte dal maresciallo.

Allegato
Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 15 dicembre 2008, n. 6193