10 luglio 2020
Aggiornato 07:30
No alla cedolare secca al 20 per cento per i “contratti di locazione agevolati”

«Respinto alla Camera emendamento cedolare secca affitti»

L’approvazione della cedolare avrebbe comportato, secondo i calcoli della Confedilizia, un aggravio per i conti pubblici di 170 milioni di euro in tutto

La Camera dei Deputati ha oggi respinto – a seguito del parere contrario espresso sia dal Governo che dal relatore on. Giudice (Pdl) – l’emendamento dell’on. Paola De Micheli (Pd) per l’introduzione della cedolare secca al 20 per cento per i «contratti di locazione agevolati», il cui canone – quindi – viene contrattato tra la Confedilizia e i sindacati degli inquilini.

L’approvazione della cedolare avrebbe comportato, secondo i calcoli della Confedilizia, un aggravio per i conti pubblici di 170 milioni di euro in tutto.
«E’ un segnale preoccupante – ha dichiarato il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani – dal punto di vista politico (per le ripetute assicurazioni date al proposito, coerentemente con il programma elettorale del Pdl oltre che del Pd e dell’Udc) ma, soprattutto, dal punto di vista sociale. Scoraggiare psicologicamente la locazione come s’è fatto approvando l’ennesimo blocco degli sfratti e non aiutarla neppure per una tipologia di contratti destinata alle categorie meno abbienti, significa far finta di ignorare la situazione del Paese ed in particolare quella di tanti mutuatari, che passerebbero volentieri all’affitto.

Una situazione che va aggravandosi per effetto della crisi in atto e che richiederebbe un pronto intervento, prima che sia troppo tardi. Confedilizia ringrazia comunque tutti i numerosi parlamentari – e in particolare gli onn. Foti e Ravetto del Pdl – che si sono coerentemente battuti per l’introduzione della misura fiscale invece negata dal Governo».