23 gennaio 2019
Aggiornato 23:30
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Lega: bandi periferie erano spot elettorale del Pd

"Promessi soldi che non potevano spendere, ora più risorse per Comuni virtuosi"

Roma, 9 ago. - "Sul bando periferie occorre fare chiarezza. Il Pd di Renzi ha promesso soldi che non poteva spendere. A dirlo è la sentenza numero 74/2018 della Corte Costituzionale di aprile, che dichiara incostituzionale il comma della finanziaria 2016 che prevedeva fondi per la seconda parte dei Comuni finanziati. Quindi, i primi 24 Comuni sono stati finanziati regolarmente, quelli del secondo giro no. È chiaro allora che si è trattato di un'operazione spot del Pd prima delle elezioni". Così Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega.

"Per rimediare a questa presa in giro del precedente governo e sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, con l'emendamento votato all'unanimità dal Senato abbiamo liberato 2 miliardi di euro (prima bloccati dal Pd con l'assurda austerity imposta dalla legge di bilancio). Finalmente quindi - rivendica Molinari - tornerà ad esserci possibilità di spesa per tutti i Comuni che hanno saputo ben amministrare, non solo per quelli del bando, i quali, comunque, avranno coperture per i primi impegni presi e anche per altre opere. Allo stesso tempo si tiene viva la graduatoria del bando periferie spostandone il finanziamento al 2020, per trovare risorse reali e spendibili e non inesistenti, con cui realizzarlo legalmente. In sintesi, il Pd con le sue polemiche strumentali mente, mentre quello in Parlamento, conoscendo la questione, per salvare la faccia ha votato l'emendamento".