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##Migranti, a Trapani prosegue l'odissea dei 67 sulla Diciotti

Ancora non arriva il via libera per lo sbarco

Trapani, 12 lug. - Si è arenata in una impasse la vicenda politica della nave Diciotti, giunta al porto di Trapani poco dopo le 15 di oggi con a bordo 67 migranti salvati nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. I migranti vengono lasciati al momento sul ponte della nave in attesa delle direttive dal ministero dell'Interno, dopo che il ministro Matteo Salvini oggi in conferenza stampa a Innsbruck, dove ha partecipato al consiglio informale dei ministri Ue, ha detto di non volere concedere "nessuna autorizzazione, se qualcuno lo fa al mio posto se ne assume la responsabilità politica, morale e giuridica".

All'origine della posizione del ministro italiano è quanto accaduto quattro giorni fa a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa, che dopo avere soccorso i migranti a poche miglia dalla costa nordafricana avrebbe subito un tentativo di dirottamento da parte dei migranti spaventati dall'essere riconsegnati alle autorità libiche. "Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti - ha detto Salvini -. Se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità".

Il via libera allo sbarco potrebbe arrivare addirittura domattina. Due migranti sono stati denunciati: un ghanese e un sudanese identificati ieri. Per loro l'accusa è di violenza, minacce e dirottamento. A decidere sarà la Procura di Trapani, dove è in corso un vertice. In prefettura invece è stata istituita l'unità di crisi che lavorerà 24 ore su 24 sulla vicenda.

Il via libera all'attracco, giunto dal ministero delle Infrastrutture è arrivato poco prima delle 14 due ore dopo un primo avvicinamento della nave al porto. La Diciotti, infatti, aveva già varcato alle 12 l'ingresso del porto trapanese, salvo poi fare rotta verso il largo.

In porto, sul molo Ronciglio, da stamani c'è anche un presidio antirazzista della rete 'Restiamo umani': i manifestanti hanno indossato magliette rosse e manette, "rivendicando per l'Italia lo stato di diritto e non di polizia". All'iniziativa hanno contribuito diverse associazioni, tra cui Libera e Cgil.