Acea

Gallo(M5s): Raggi nomini ad Acea chi ha lottato per acqua pubblica

Decida assemblea soci prima del cda del 21 giugno

Roma, 14 giu. - "Virginia Raggi deve dare un segnale di inversione di rotta nominando ai vertici di Acea una persona che ha un passato nelle lotte per la ripubblicizzazione del servizio idrico e non è interessata al profitto dei suoi azionisti". Lo scrive su facebook Luigi Gallo, deputato M5s.

"L'acqua - sottolinea - è un dono. Arriva dalle profondità del suolo. Arriva dall'alto e poi finisce nella mani di chi avidamente vuole riempirsi le tasche di soldi sfruttando questo dono. Il M5S non deve permetterlo più e deve partire da Acea. Sono più di 15 anni che i cittadini in tutto il paese si battano per una gestione pubblica dell'acqua, per riprendersi questo dono della natura, per cacciare i mercanti dal tempio. Un cammino che è stato accompagnato da tanti esperti, studiosi, professori, professionisti che hanno sostenuto il percorso di 25 milioni di cittadini che hanno votato per cancellare il profitto dall'acqua".

"Oggi Roma che è governata dal M5S e Virginia Raggi - sottolinea - deve dare un segnale di inversione di rotta nominando ai vertici di Acea una persona che ha un passato nelle lotte per la ripubblicizzazione del servizio idrico e non è interessata al profitto dei suoi azionisti, una persona che aiuti a costruire un percorso verso una società di diritto pubblico per trasformare ROMA nella capitale dell'acqua pubblica e non che lo ostacoli. Per farlo devono decidere con un'assemblea soci il nuovo presidente di Acea prima che il consiglio di amministrazione convocato il 21 giugno decida da solo il prossimo Presidente. Acea deve togliere le sue mani dai servizi idrici di tutti Italia che sono al collasso, Acea ha la partecipazione maggioritaria in gestioni fallimentari prima di tutto dal punto di vista economico e poi fallimentari anche da tutti gli altri punti di vista".

"Ora al governo - conclude Gallo - la prima operazione da fare sarà sottrarre il tema della gestione dell'acqua da Arera che è un organo che si occupa del mercato dell'acqua e per 25 milioni di cittadini, per la maggioranza del Paese l'acqua non può essere gestita dal mercato, da S.p.A. e da azionisti in borsa. Iniziamo il nuovo corso dei beni comuni in questo Paese".