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Bce, Brunetta: governo prenda atto di mutato scenario monetario

"Pensi a ridurre deficit e debito pubblico"

Roma, 14 giu. - "Nella giornata di oggi, la Banca Centrale Europea ha messo fine definitivamente al suo programma di acquisto di titoli di Stato, meglio noto come 'Quantitative Easing', dalla fine di quest'anno. L'istituto di Francoforte ha, infatti, dichiarato che l'ammontare di acquisti, attualmente pari a 30 miliardi di euro, verrà ridotto a 15 miliardi dal prossimo settembre e ridotto a zero dal prossimo dicembre, nonostante si sia riservata la possibilità di continuare a reinvestire i proventi dei titoli già acquistati anche nel prossimo anno. La banca centrale ha, inoltre, dichiarato che i tassi d'interesse verranno mantenuti agli attuali livelli fino all'estate 2019". Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

"Oggi, quindi, si conclude definitivamente l'era delle politiche monetarie non convenzionali, adottate da Mario Draghi per salvare l'euro dopo la grande crisi del 2008. Politiche dalle quali l'Italia ha beneficiato enormemente, permettendole di vivere un lungo periodo di bassi rendimenti sui titoli di Stato e di bassi spread con i titoli tedeschi (al netto della bolla speculativa del 2011-2012). Da oggi, l'Italia dovrà quindi camminare esclusivamente con le proprie gambe, senza più contare sul paracadute della BCE. Ora più che mai, è opportuno ricordare il monito da sempre lanciato da Draghi, quando invitava gli Stati membri a mantenere la barra a dritta sulle riforme strutturali e sull'equilibrio dei conti pubblici, avvertendo che la bonaccia monetaria non sarebbe durata all'infinito. Sarebbe quindi necessario che anche il nuovo Governo prendesse atto del mutato scenario monetario e si impegnasse il più possibile a ridurre deficit e debito pubblico, anziché promettere politiche di bilancio lassiste (nel senso della spesa assistenziale) che, alla luce di quanto deciso oggi, rischiano di provocare effetti molto negativi sulla credibilità della nostra politica economica e quindi sui rendimenti dei nostri Btp e sullo spread", conclude.