Migranti

Save the Children: 18.300 minori soli in sistema accoglienza Italia -5-

Roma, 14 giu. - IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA IN ITALIA

L`affido familiare

Al 31 dicembre 2017 risultano essere in affido familiare solo 567 minori stranieri non accompagnati sugli oltre 18.300 in accoglienza (il 3,1% del totale. Si tratta degli affidamenti tuttora in corso e tengono quindi in considerazione anche i provvedimenti emessi negli anni precedenti. Nel corso del solo 2017, al Ministero del Lavoro risultano essere stati emessi in Italia appena 306 provvedimenti di affido, di cui 236 ragazzi (77,1%) e 70 ragazze (22,9%), la metà dei quali di 17 anni (150, pari a 49%). La regione in cui questa buona prassi è più diffusa è l`Emilia Romagna con 40 provvedimenti (13,1%); seguita da Veneto e Piemonte con 24, (7,8%); Toscana con 22 (7,2%); Lombardia con 20 (6,5%). La nuova legge di accoglienza e protezione dei minori migranti (legge 47/2017) incoraggia fortemente l`affido familiare, come prima opzione rispetto all`inserimento in comunità.

"L`auspicio è che le istituzioni locali si attrezzino per accompagnare un numero sempre maggiore di famiglie ad intraprendere questa strada. Dalla nostra esperienza sul campo sappiamo che sono molte le famiglie disponibili che possono essere coinvolte" sottolinea Valerio Neri.

Gli irreperibili

Un`altra categoria particolarmente a rischio è rappresentata da ragazzi e ragazze per i quali è stato segnalato dalle autorità competenti un allontanamento dalle strutture che li ospitavano: i cosiddetti "irreperibili" che al 31 dicembre 2017 risultavano essere 5.828, un numero allarmante anche se in calo rispetto ai 6.561 registrati alla stessa data del 2016 che aveva visto però un numero maggiore di arrivi. Per la prima volta quest`anno è possibile sapere quanti sono i minori che si sono resi irreperibili nel corso del solo 2017: sono ben 2.440, uno su sei di cittadinanza guineana (il 14,3%), ivoriana (il 9,7%) e somala (il 9,3%). Le nazionalità principali, invece, dei 5.828 minori resesi irreperibili anche negli anni precedenti che risultano ad oggi ancora minorenni e irrintracciabili sono in quasi un caso su tre (il 31,8%) somala o eritrea (925 ragazzi/e, quasi il 16% sul totale, per ciascuna delle due nazionalità), seguite da quella egiziana (671 ragazzi/e, l`11,5% sul totale) e afghana (577 ragazzi/e, quasi il 10% sul totale). Tra loro, inoltre, si contano ben 605 ragazze (il 10,4% del totale).

Proprio i minori eritrei, somali e afghani, nella maggior parte dei casi vogliono raggiungere altri paesi europei, spesso per ricongiungersi a familiari o amici. Questi minori sono di fatto transitanti che cercano di rendersi "invisibili" al sistema dopo essersi allontanati dalle strutture di accoglienza, vivono di frequente senza protezione e assistenza, esposti a isolamento e pericoli, con l`intenzione di attraversare da soli il confine tra l`Italia e il resto d`Europa, a Ventimiglia, a Chiasso o al Brennero. A queste frontiere vengono spesso respinti dalle autorità francesi, svizzere e austriache, anche se manifestano l`evidente intento di richiedere protezione internazionale. L`Europa non ha saputo dare una risposta a questi minori, e anche la procedura di Relocation, che prevedeva la ridistribuzione in sicurezza dei richiedenti asilo di alcune nazionalità tra gli Stati Membri dell`Unione, e che è stata sospesa il 26 settembre del 2017, ha rappresentato un`occasione perduta. Al 7 marzo 2018, infatti, risultano essere stati ricollocati dall`Italia solo 222 minori non accompagnati, di cui 174 già trasferiti in altri paesi europei e altri 48 in attesa di trasferimento. Altri 106 hanno concluso la procedura di ammissione e attendono la risposta di uno stato europeo. Ma anche volendo considerare la felice conclusione del procedimento per tutti, i 328 minori che avranno raggiunto un altro paese in modo legale e sicuro rappresentano una goccia nel mare degli oltre 40.000 minori soli giunti negli ultimi due anni in Italia.(Segue)