20 ottobre 2018
Aggiornato 18:30
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Migranti, Arci: su assassinio Sacko da Salvini neppure una parola

Umanità e civiltà non un optional solo per alcuni casi

Roma, 4 giu. - "Ancora un episodio di violenza finita nel peggiore dei modi, in quella piana di Gioia Tauro dove i migranti lavorano nei campi per pochi euro al giorno, senza nessun rispetto per i propri diritti (anche quello a un salario equo e un orario di lavoro umano) e per la propria dignità. Nonostante le promesse delle autorità dopo la rivolta di Rosarno, sono costretti ancora a vivere in baraccopoli tirate su alla meglio, senza servizi igienici, senza acqua corrente, veri e propri ghetti che periodicamente le autorità minacciano di buttar giù". Lo afferma l'Arci in una nota sull'assassinio di Sacko Soumaila, il lavoratore e sindacalista maliano nella piana di Gioia Tauro.

L'associazione sottolinea poi come dal nuovo ministro dell'Interno, Salvini non sia giunta "una sola parola su questa tragica vicenda". "Chiediamo che finalmente - si aggiunge - si offra una sistemazione dignitosa a questi lavoratori, che si rispetti il diritto al salario e all'orario di lavoro previsto per i lavoratori agricoli da contratto nazionale. Chiediamo che venga prestato aiuto alla famiglia del giovane ucciso, e ai parenti dei feriti. Chiediamo che umanità e civiltà non vengano considerati un optional valido solo in alcuni casi, ma che vengano garantiti a ogni essere umano".