16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Orlando: strampalato se Pd litiga su segretario per pochi... -2-

Roma, 17 mag. - Per Orlando sarebbe assurdo andare "a un congresso senza che si siano nemmeno definite le regole per l'elezione del nuovo segretario". E' vero che lo statuto prevede l'affidamento della guida del partito al presidente e alla commissione congresso, ma "ci sono cose che lo statuto affronta e risolve e altre che lo statuto non poteva prevedere", come "trovarsi all'opposizione di un governo Salvini-Di Maio. Si tratta di affrontare, rispettando lo statuto, anche questa fase".

E per Orlando è meglio "fare un congresso con un segretario in grado di parlare a nome del Pd che far parlare i diversi candidati che si sfideranno per la leadership. E mi pare che questo sia lo spirito con il quale è stato indicato il reggente".

I renziani chiedono che Martina si impegni a non candidarsi al congresso, ma per Orlando "questa è una questione che sta al segretario che sarà eletto. Se stiamo allo statuto non c'è nessuna preclusione in questo senso. Non mi pare un tema cruciale, francamente mi pare che sia precludere una possibile soluzione per il futuro. Non la do per scontata ma neanche per impraticabile. Se una persona con spirito di servizio si presta a svolgere una funzione, non mi pare che debba necessariamente essere ipotecata un'aspirazione più strategica. Ma adesso decidiamo chi deve essere il segretario che deve portare al congresso".

Conclude il ministro: "Sarebbe abbastanza strampalato che ci dividessimo su chi fa il segretario per qualche mese. E l'esigenza di avere una figura di riferimento è stata riconosciuta nel momento in cui si è indicato il reggente. Non siamo in una fase come quella del congresso precedente. Non ci trovavamo in una fase in cui si trattava di riposizionare il Pd dopo una sconfitta drammatica" e il nuovo governo "chiama subito in causa una funzione di opposizione del Pd".