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Ema, Sala all'Europarlamento: se Amsterdam in ritardo Milano...-2

Milano, 16 mag. - Sala ha ribadito davanti agli europarlamentari che "Milano conferma non solo l'offerta contenuta nel dossier presentato ormai quasi un anno fa, ma anche la sua volontà e capacità di accogliere Ema nei tempi previsti ad oggi, assicurando la sua relocation e continuità operativa". Una posizione sostenuta anche dagli eurodeputati che negli scorsi mesi hanno lavorato per fare in modo che l'assemblea possa essere pienamente coinvolta nel processo in futuro.

"Come membro del Parlamento europeo e come cittadina - ha commentato la capodelegazione degli eurodeputati del Pd, Patrizia Toia - sono preoccupata del buon esito della procedura di trasferimento dell'Ema. Se scoppia un'emergenza sanitaria ed Ema non è pronta chi ne risponde? Bisogna tenere sotto stretto controllo il rispetto dei tempi della costruzione della nuova sede dell'agenzia ad Amsterdam e serve un piano di riserva fattibile".

"La nostra battaglia su Ema - ha aggiunto la capogruppo di Fi al Parlamento europeo, Elisabetta Gardini - eviterà che in futuro le decisioni su un'agenzia europea vengano prese al di fuori delle istituzioni europee; cosa che non è per nulla scontata dal momento che la Commissione europea, nella proposta per l`Agenzia del lavoro, continua a insistere sulla procedura di decisione tra gli Stati, continuando a escludere il Parlamento, che è la vera casa di tutti i cittadini europei e dove la trasparenza è la regola".

"Oggi abbiamo raggiunto un risultato importante" ha commentato l'eurodeputato di Forza Italia Alberto Cirio, che per la discussione della petizione aveva ottenuto la procedura d'urgenza. "La Commissione Petizioni del Parlamento Ue ha definito la modalità per l`individuazione della sede dell`Ema 'deplorevole', perché non trasparente e non democratica. Il dossier resterà pertanto aperto e noi faremo sentire tutto il nostro peso. L`Olanda ha cambiato le carte in tavola e questo non è accettabile. La battaglia non è ancora chiusa".

Per Andrea Cozzolino, eurodeputato Pd e membro della Commissione Petizioni, "il problema è all'origine: non si può chiedere alle città una relazione progettuale completa e poi ammettere un dossier carente come quello di Amsterdam, che non aveva neanche la struttura stessa che dovrà ospitare gli uffici dell'Ema".

La comunità imprenditoriale italiana e milanese, che ha contribuito nei mesi scorsi agli sforzi volti alla promozione della candidatura di Milano ad ospitare l'Ema, ha infine riaffermato l'importanza delle azioni intraprese a livello europeo. "Con l'audizione del sindaco di oggi e il percorso legale intrapreso con la Corte di Giustizia europea, si stanno ribadendo le giuste valutazioni sulla ricollocazione dell'Ema nell`interesse dell`Unione Europea" ha dichiarato Diana Bracco, rappresentante dell`intero mondo delle imprese nella Cabina di Regia istituzionale per la candidatura Milano per Ema e presidente della Fondazione Milano per Expo.