22 ottobre 2018
Aggiornato 02:00

Commissione europea bastona l'Italia con procedure infrazione-2

Nuove accuse per Dieselgate e non rispetto norme su acque reflue

Bruxelles, 16 mag. - Un particolare interesse rivestono altre due lettere di messa in mora. La prima è una "messa in mora complementare" che la Commissione deciderà riguardo alle misure adottate dall'Italia in relazione alla presenza in alcuni modelli di auto omologati nel Paese (Fiat 500X-Euro 6 diesel) di un dispositivo che Bruxelles considera come un "defeat device" (software truccato), simile a quelli impiegati dalla Volkswagen nell'ambito della vicenda Dieselgate. Secondo le autorità italiane, invece, si tratta di dispositivi che servono a preservare il buon funzionamento del motore durante la marcia, attivandosi (con la sospensione del meccanismo che filtra le emissioni) 22 minuti dopo la messa in moto. La Fiat ha condotto una campagna volontaria con cui ha sostituto il 90% dei dispositivi sotto accusa nel parco auto circolante; la Commissione ne prende atto, ma accusa l'Italia di non aver preso alcuna sanzione nei confronti del costruttore.

La seconda messa in mora che merita particolare attenzione è quella relativa alla mancata o insufficiente attuazione delle norme sul trattamento delle acque reflue urbane nelle cosiddette "aree sensibili", secondo la direttiva 91/271/Cee. In questo caso si tratta dell'apertura di una procedura d'infrazione contro per mancata esecuzione di una condanna della Corte Ue, in un contesto più generale che vede l'Italia sotto accusa anche per altre infrazioni alla normativa sulle acque reflue. E il serio rischio di vedersi comminare dalla Corte, in caso di seconda condanna, delle salatissime multe giornaliere (come già avviene, per esempio, nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti).