Commissione europea bastona l'Italia con procedure infrazione

Sarà deferita a Corte Ue domani su Pm10, scorie nucleari, Xylella

Bruxelles, 16 mag. - La Commissione europea adotterà domani una serie impressionante di nuove decisioni sulle procedure d'infrazione già aperte e su altre inedite, riguardo alla inadempienza o scorretta applicazione del diritto comunitario in Italia.

In particolare, sono previsti ben quattro deferimenti alla Corte europea di Giustizia: per il costante superamento dei limiti di inquinamento da particolato Pm10 in diverse aree urbane; per la mancata trasmissione del programma nazionale per l'attuazione della politica di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi; per il mancato recepimento della direttiva del 2012 sulle prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani (2012/39/Ue); e, infine, per la mancata o inefficace esecuzione nelle province di Brindisi e Taranto delle misure sul contenimento della "Xylella fastidiosa", il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi (molto diffuso soprattutto nell'area ionica del Salento).

A Bruxelles risulta che ci siano 3.000 ulivi infetti da Xylella ancora in piedi nella due zone, nonostante l'obbligo di espiantarli. Fonti della Regione Puglia rispondono sottolineando che sono stati fatti 440.000 rilievi dall'agosto 2016 (di cui 180.000 solo nel 2018) e circa 2.000 abbattimenti. Le fonti ricordano che sono soprattutto i vincoli paesaggistici che rallentano o impediscono gli abbattimenti.

Ci sono poi un "parere motivato", la seconda tappa della procedura d'infrazione che precede l'eventuale deferimento alla Corte, per il mancato recepimento di una Direttiva del 2015 sui lavoratori marittimi (Ue 2015/1794), e due nuove lettere di messa in mora (il primo stadio della procedura d'infrazione) riferite a inadempienze nel settore della sicurezza nucleare e della gestione delle scorie: mancata attuazione della Direttiva del 2013 sulle norme fondamentali di sicurezza per la protezione contro i pericoli de esposizione alle radiazioni ionizzanti (2013/59/Euratom), e mancata attuazione della Direttiva del 2011 che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (2011/170/Euratom). Una terza messa in mora contesta invece esenzione dal pagamento delle accise per i carburanti utilizzati da imbarcazioni da diporto per la navigazione nelle acque Ue. (Segue)