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## Euro, uscire dal club è una "Mission Impossible" -2-

Roma, 16 mag. - Oltre alle implicazioni squisitamente politiche ed economiche, lasciare l'euro comporta una complessa riorganizzazione del sistema monetario. La prima questione si chiama Target2, il sistema dei pagamenti dell'area euro. L'Italia ha una posizione netta negativa di 442 miliardi di euro a fine marzo, secondo i dati Bce. Il saldo della Banca d'Italia indica la creazione di monmeta finita in altri paesi dell'Eurozona. Non si tratta di un debito che l'istituto di Via nazionale dovrà saldare, almeno finché è parte dell'Eurosistema. Il presidente della Bce nell'autunno scorso ha risposto a una lettera inviata da due europarlamentari del M5s in merito alla posizione netta dell'Italia su Target2. 'Se un Paese lasciasse l'Eurosistema, i crediti e le passività della sua banca centrale nazionale nei confronti della Bce dovrebbero essere regolati integralmente', la risposta di Mario Draghi. Ma sul come nemmeno il numero uno della Bce può dare indicazioni.

Grazie al sistema Target2 ogni giorno vengono assicurati circa 350mila pagamenti all'interno dell'area euro per un controvalore intorno ai 2mila miliardi di euro, praticamente in una settimana viene scambiato un controvalore superiore al Pil dell'intera Eurozona. Target2 non è utilizzabile per valute diverse dall'euro. Un paese che uscisse dall'euro non potrebbe utilizzare questa infrastruttura vitale ala sistema dei pagamenti.

Come ha rilevato in uno studio dell'autunno scorso il professore della Luiss Franco Passacantando, abbandonare Target2 significa rendere più complicato e più costoso effettuare transazioni con il resto dell'Europa e accedere ai mercati finanziari e valutari internazionali, che 'sono fondamentali per un'economia con un alto debito come quella italiana e fortemente legata all'export'. Il rischio è che una volta perso l'accesso diretto a questi mercati 'si venga relegati al ruolo di paese di secondo livello per un periodo di tempo che andrebbe ben oltre quello della transizione a una nuova moneta'.

I problemi tecnici riguardano anche la moneta fisica. Il circolante in Italia è composto da 3,6 miliardi di banconote per un controvalore che sfiora i 200 miliardi di euro. Creare una nuova moneta e un nuovo sistema di pagamenti richiederebbero tempi molto lunghi ma soprattutto difficoltà e rischio di disordine finanziario che nessuno può prevedere.(Segue)