10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00
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Banche Svizzera puntano a operare a livello retail in Italia

Associazione banche svizzere: con Mifid situazione insoddisfacente

Roma, 17 apr. - Le banche della Svizzera chiedono una ripresa del dialogo con l'Italia che consenta di giungere ad un accordo di cooperazione sui servizi finanziari, con l'obiettivo di poter operare anche a livello retail nella Penisola. Un obiettivo che era previsto dalla road map concordata tra Berna e Roma e su cui, invece, sia dal governo elvetico, sia dal settore bancario si lamentano dei passi indietro da parte di Roma a seguito della ratifica della direttiva europea Mifid II.

Ora con le elezioni e la difficile partita della formazione di un nuovo governo in Italia sembra tutto fermo. Invece "l'attesa delle banche Svizzere è di riattivare il dialogo. Bisognerebbe approfittare di questo periodo per fare un passo in avanti", ha affermato Roberto Battegay, direttore su Europa e Private Banking dell'Associazione delle banche svizzere, incontrando a Basilea un gruppo di giornalisti italiani.

"Oltre alle aspettative delle banche svizzere - ha rimarcato - che vogliono esportare servizi bisogna tenere conto anche le aspettative dei clienti all'estero, come in Italia, che prediligono i servizi che solo le banche svizzere riescono ad assicurare".   "La Svizzera - ha rivendicato Battegay - è rimasta liberale e aperta alle banche estere mentre l'Italia fatto un passo indietro con una interpretazione della Mifid II molto restrittiva sui servizi retail. La situazione è insoddisfacente".

E l'attuale quadro normativo, che per poter operare in Italia a livello retail prevede la creazione di una succursale nazionale, che deve essere autorizzata dalle autorità competenti, non è, secondo le banche svizzere, la giusta strada. "Se ci sta un obbligo di creare una succursale non c'è più il servizio cross-border - ha fatto notare Battegay - ma siamo già entrati nell'ambito del servizio locale."

Un accordo di questo tipo esiste già con la Germania. Le banche svizzere vorrebbero una intesa analoga anche con l'Italia, rilevando che è stata mantenuta la competenza nazionale su questo particolare settore, posto qualunque intesa dovrebbe passare poi al vaglio delle autorità europee date le sue potenziali implicazioni per la trattativa incorso con Londra sulla Brexit.