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Tim, dimissioni consiglieri a causa dell'attacco di Elliott -2-

Roma, 17 apr. - Il presidente De Puyfontaine si è detto "profondamente preoccupato" per l'iniziativa del fondo attivista e di "non poter accetytare il tentativo" di Elliott di "demolire il legittimo cda nominato nel pieno rispetto delle leggi e dello statuto". Secondo De Puyfontaine l'iniziativa di Elliott ha lo scopo di riportare Tim "indietro nel passato".

Il consigliere Hervé Philippe ha rilevato che Tim è stata presa di mira da "players opportunistici che con una quota minima di capitale pretendono di nominare sei amministratori, in spregio alle regole del gioco".

Per Frederic Crepin il piano industriale approvato all'unanimità rappresenta la giusta strada da percorrere mentre la richiesta di Elliott di revocare specifici consiglieri è discutibile e "contraria all'interesse e ai diritti dei soci. Per Felicité Herzog le proposte di Elliott sono "semplicemente pericolose e dannose per l'azienda", in particolare la dismissione della rete "rappresenta un rischio enorme".

Per Marella Moretti la richiesta di dimissioni da parte di Elliott "non appare né equilibrata, né conforme alle regole di governance e alla statuto". Inoltre le proposte di Elliott hanno obiettivi prevalentemente finanziari e di breve termine che "non garantirebbero la protezione degli attivi strategici nazionali e l'interesse pubblico". Anche Camilla Antonini non condivide l'approccio del fondo americano che "propone un programma di matrice essenzialmente finanziaria".

"Sgomento" è stato espresso da Anna Jones per aver visto il proprio nome nella lista dei consiglieri da rimuovere secondo il fondo Elliott.