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Siria, Mirabelli (Pd): chi mette in discussione alleanze indebolisce paese

"Sosteniamo scelte fatte dal governo italiano in queste giornate difficili"

Roma, 17 apr. - "Il Pd sostiene e condivide le scelte fatte dal governo italiano in queste giornate difficili. I nostri alleati, di fronte all`inaccettabile utilizzo delle armi chimiche da parte del regime siriano, hanno reagito bombardando obbiettivi definiti. È stato un intervento sanzionatorio che, per stessa dichiarazione di Usa, Francia e Gran Bretagna, resta circoscritto a questo obbiettivo". Così il senatore Franco Mirabelli è intervenuto a nome del Pd nell'aula di Palazzo Madama, dopo l'informativa di Paolo Gentiloni sulla Siria.

"Ribadiamo - ha proseguito - la nostra contrarietà ad ogni escalation militare e ci impegneremo a dare forza alle iniziative di pace, chiedendo a tutti i Paesi di assumersi la responsabilità di favorire una soluzione pacifica dei conflitti, a partire dalla conferenza di Bruxelles prevista per il 24/25 aprile e dal sostegno al lavoro dell`inviato dell`Onu Staffan De Mistura. In quest`aula c`e un giudizio unanime: la ferma condanna dell`uso delle armi chimiche. La responsabilità di quanto è accaduto è soprattutto di chi le ha usate. La reazione che ha portato al raid militare sta qui, nel sanzionare l`uso di quelle armi, nel dire che la comunità internazionale non è disposta a tollerare l`utilizzo di questi strumenti di morte. Si sono violati tutti i trattati internazionali che proibiscono l`utilizzo di armi chimiche e si sono usate armi che colpiscono i civili, uccidono i più deboli, donne e bambini, provocano inaccettabili sofferenze. Anche per questo è necessario dare più forza all'Unione europea, all`Onu e agli organismi internazionali nella ricerca delle soluzioni diplomatiche e nel sanzionare la violazione delle convenzioni e dei diritti: oggi appaiono indeboliti, se non paralizzati dai veti degli stati nazionali".

"La scelta ampiamente condivisa del governo italiano di non partecipare all`attacco su Damasco, pur riconoscendone le ragioni - ha sottolineato Mirabelli - è una scelta che si basa sull`idea di fare del nostro Paese, anche per la sua collocazione, un soggetto propositivo, in Europa e nell`alleanza atlantica, per sostenere e rafforzare l`azione diplomatica. E chi oggi mette in discussione la nostra collocazione e le nostre alleanze rischia di indebolire, anziché rafforzare, il nostro ruolo che può e deve essere un ruolo di pace. L`Italia, non può permettersi un governo in cui convivano posizioni ambigue o, peggio, diverse sul tema della collocazione internazionale e delle alleanze. Serve un`Italia pienamente protagonista in Europa per rafforzare il ruolo dell`Unione e far pesare di più l`impegno umanitario e politico che già oggi esprime e serve, affinchè si produca una svolta positiva, un rinnovato senso di responsabilità da parte di tutti gli attori in campo, a partire da Russia e Usa: da 7 anni quel conflitto ha prodotto una gigantesca e drammatica emergenza umanitaria, che va affrontata con maggiore decisione. Tregue e corridoi umanitari si sono finora rivelati insufficienti di fronte alla gravità della situazione. Credo che le sofferenze di tanti bambini e di tante donne indifesi lasciati alla mercé della guerra debbano pesare sulle nostre coscienze e spingere la comunità internazionale a fare di più".