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Svizzera chiede a Italia apertura a banche e accordo frontalieri -2-

Berna, 17 apr. - Sull`accesso al mercato italiano "riteniamo che la qualità dei servizi e dei prodotti delle banche svizzere sia molto alta, abbiamo soddisfatto tutte le richieste in materia di regolamentazione finanziaria e siamo conformi agli standard internazionali. Non c`è motivo, per cui le banche svizzere non debbano potere fornire servizi cross border anche in Italia - ha detto Gasser - come in effetti le banche italiane già possono farlo in Svizzera. Un mercato dei servizi finanziari regolato ma anche aperto sarebbe nell`interesse dei consumatori, che avrebbero maggiore libertà di scelta. Del resto, vista la vicinanza geografica dei nostri Paesi e la comunanza di interessi sul territorio i vantaggi di una cooperazione in materia finanziaria sarebbero condivisi e reciproci".

Quanto al tema dei lavoratori frontalieri, particolarmente sentito nel Canton Ticino "siamo pronti a firmare e a procedere con la ratifica parlamentare, dal nostro punto di vista la palla è nel campo dell`Italia. Noi avremmo voluto firmare ancora con il governo Gentiloni. C`è il rischio che (con il nuovo governo e con la Lega-ndr) su alcuni temi del dialogo bilaterale dovremo riaprire le discussioni. La road map non dovrebbe esser rimessa in questione, quello che potrebbe eventualmente essere rimesso in ballo da parte italiana è il nuovo accordo sui frontalieri".

Ma secondo Gasser il nuovo accordo, ancora da ratificare è "un buon compromesso favorevole alle due parti; se il nuovo governo italiano intende riaprire questo dossier saremo costretti a rivalutare la situazione. Ci sono già voci nel Parlamento svizzero che vorrebbero che delle misure siano prese in questo ambito. Abbiamo avuto discussioni molto stimolanti con l`Italia e speriamo che questa apertura continui con il nuovo governo. Ci serve equilibrio che per ora non sempre è presente. Restiamo - ha concluso l`esponente del governo svizzero - molto costruttivi su tutti i temi".