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Svizzera chiede a Italia apertura a banche e accordo frontalieri

Berna: adempiuto ai nostri obblighi, ora sta a Roma

Berna, 17 apr. - La Svizzera sollecita l`Italia a riavviare il dialogo sulla cooperazione finanziaria e a dare attuazione agli affidamenti reciproci previsti dall`intesa sulla road map già raggiunta dai due Paesi. In particolare, Berna punta ad ottenere l`apertura del mercato italiano a favore delle banche svizzere anche nel settore retail, laddove lamenta che ad oggi con l`adozione della direttiva Ue Mifid II sono stati sostanzialmente compiuti dei passi indietro. Al tempo stesso chiede di perfezionare il nuovo accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri, che superi quello risalente al 1974.

"Riteniamo di aver ottemperato ai nostri obblighi con gli sforzi in materia di trasparenza fiscale", ha affermato il segretario di Stato svizzero per questioni finanziarie internazionali, Joerg Gasser, incontrando un gruppo di giornalisti italiani a Berna. Il riferimento è allo scambio automatico d`informazioni fiscali e allo scambio d`informazioni su domanda, attuati dalla Confederazione elvetica e che era l`aspetto principale della roadmap.

"Le relazioni con l`Italia sono eccellenti, a livello personale la discussione è molto aperta e chiara su tutti i temi e gli ostacoli. Ma "ci attendiamo dall`Italia azioni che corrispondano agli sforzi da noi profusi - ha spiegato Gasser -. Le domande che ci vengono fatte dal nostro Parlamento sono sempre le stesse: cosa otteniamo in cambio dei nostri sforzi? Se quello che otteniamo è insufficiente, diventa politicamente tutto più difficile. La percezione dal punto di vista interno è quella che ciò che otteniamo dall`Italia non corrisponde sempre a quello che ci si potrebbe attendere, c`è dunque una certa dissonanza. Aspettiamo dunque di poter riprendere le discussioni con il nuovo governo".

Resta poi il problema del permanere della Svizzera su una lista nera italiana, risalente al 1999, sui cambi di residenza fiscale. Berna lo reputa "un tema secondario" che tuttavia, alla luce degli sforzi di cooperazione fatti e degli attestati di adempienza sulla trasparenza certificati dall`Ocse ora "va risolto".

(Segue)