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Gentiloni: in Siria negoziato inevitabile, Russia contribuisca

Illusione cacciare Assad manu militari, serve transizione

(© Askanews)

Roma, 17 apr. - In Siria "siamo davanti a un regime orribile" ma "il negoziato è inevitabile". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in aula alla Camera nel corso di una informativa urgente sui recenti sviluppi della situazione in Siria.

"L'idea - ha proseguito - che si potesse cominciare con la cacciata di Assad manu militari, l'idea che il ripetersi dei raid aerei ai quali l'Italia non ha mai partecipato o che la presenza molto limitata di forze sul terreno potesse risolvere militarmente il problema politico siriano e la guerra civile si è rivelata una pia illusione. Oggi il problema è dopo Douma, dopo Afrin dobbiamo evitare altre stragi. Ci sono ancora zone della Siria occupate da ribelli, da curdi che possono diventare teatro di nuove stragi nelle prossime settimane".

"La situazione siriana - ha sottolineato Gentiloni - continua a interpellare tutti noi e noi sfidiamo su questo terreno la Russia a contribuire con gli Usa, l'Iran, il mondo arabo, l'Europa a una soluzione negoziale di questa questione. C'è un percoso tracciato dall'Onu con la risoluzione 2254, è un lavoro che si può fare con il contributo di tutti e il ruolo della Russia è fondamentale".

"È fondamentale - ha concluso Gentiloni - farlo ora, ora e la battaglia contro Daesh a Raqqa e in Siria è stata vinta, tutt'altro che vinta invece la minaccia indiretta dei foreign fighters. Non ci sarà ricostruzione se non ci sarà transizione che metta insieme diverse forze di un paese che ha diversi credo religiosi, diverse componenti etniche. La Russia può essere e deve essere sfidata su questo terreno, sul terreno del contributo a questo negoziato. La Russia non ha nessun interesse a fare fino in fondo il gioco di Assad".