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Iraq, Amnesty: donne e bambine legate a Isis sfruttate e emarginate -5-

Roma, 17 apr. - In diverse parti dell`Iraq, le autorità locali e tribali hanno vietato il ritorno delle donne e dei propri figli sospettati di avere legami con lo "Stato islamico", che in questo modo restano intrappolati nei campi profughi.

Coloro che sono riuscite a tornare a casa rischiano sgomberi forzati, sfollamenti, saccheggi, intimidazioni, molestie e minacce sessuali. In alcuni casi, le loro abitazioni sono state marchiate con la scritta "Daeshi" (il nome arabo dello "Stato islamico"). In seguito sono state distrutte o non hanno più ricevuto elettricità, acqua e ulteriori forniture.

Con l`approssimarsi delle elezioni parlamentari di maggio, le persone presenti nei campi profughi sono sollecitate ad andarsene per l`asserita intenzione del governo iracheno di chiuderli e ristrutturarli.

"Le autorità irachene devono assicurare che nei campi profughi le famiglie sospettate di legami con lo `Stato islamico` abbiano uguale accesso agli aiuti umanitari, alle cure mediche e ai documenti d`identità e possano tornare alle loro abitazioni senza temere intimidazioni, arresti o attacchi", ha dichiarato Maalouf.

"Le autorità irachene devono immediatamente porre fine alla prassi sistematica e diffusa di sottoporre a sparizione forzata uomini e ragazzi sospettati di avere legami con lo `Stato islamico`, che ha lasciato migliaia di mogli, madri, figlie e figli in una situazione disperata", ha proseguito Maalouf. (Segue)