18 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Ue, Coldiretti: occasione persa per etichetta Made in Italy

Roma, 16 apr. - La Commissione Europea ha perso l`occasione per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l`origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini europei e l`82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. E` quanto afferma la Coldiretti in riferimento al regolamento esecutivo approvato dal Comitato tecnico in riferimento al regolamento (UE) n. 1169/2011, che entrerà in vigore nell`aprile 2020. Pronunciandosi a favore dell`etichettatura di origine rimessa, di fatto, all`arbitraria decisione degli operatori alimentari, ancora una volta la Commissione - denuncia la Coldiretti - ha scelto un compromesso al ribasso che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l`occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori. Grazie all'azione di Coldiretti l`Italia si è dotata di una legislazione nazionale di avanguardia che sarà peraltro rafforzata a partire dal 9 maggio dal nuovo decreto legislativo sulle sanzioni che prevede multe da 2 mila a 16 mila euro in caso di mancata indicazione dell`origine. Le norme italiane, che prevedono l`obbligo di indicare l`origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l`emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d`obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell`ortofrutta fresca, al primo gennaio 2004 c`è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l`obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Un percorso scelto anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania e per ultimo anche dalla Spagna che, come l'Italia, hanno adottato norme nazionali per garantire la trasparenza dell'informazione in etichetta. Nei due anni che mancano all`entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario la Coldiretti si impegna a dare battaglia con l`avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell`Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l`economia, bloccare le speculazioni e difendere l`agricoltura italiana.