22 settembre 2018
Aggiornato 17:00
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Ceccanti (Pd) ricorda Ruffilli: cercò di superare proporzionale

Cittadino arbitro Governi messaggio chiave riformatori

Roma, 16 apr. - "Gli anni Ottanta, anche grazie a Ruffilli, furono quelli della rimozione di un grande tabù, quello della proporzionale, rimasta intangibile dopo il fallimento della legge a premio di maggioranza del 1953, e dell`idea che il sistema dovesse aiutare il cittadino a scegliere direttamente il Governo perché le intese post-elettorali erano diventate molto più incerte e confuse a livello locale e sul piano nazionale avevano spesso determinato uno scarto incomprensibile 'tra consenso, potere e responsabilità'". Lo scrive il deputato Pd e costituzionalista Stefano Ceccanti in un articolo su "Democratica.com".

"Ruffilli - prosegue Ceccanti- faceva parte della Lega Democratica, che aveva sostenuta la politica morotea della solidarietà nazionale ed aver realizzato già nel 1979 un convegno su 'la terza fase e le istituzioni' in cui aveva sostenuto che i Governi di solidarietà se non fossero stati affiancati da riforme tese a incentivare il bipolarismo avrebbero mancato il proprio obiettivo. La solidarietà nazionale andava vista come momento provvisorio per avvicinare le forze politiche che, successivamente, anche grazie alle nuove regole, avrebbero dovuto alternarsi senza provocare lacerazioni. Al di là delle differenze di periodo e delle singole ricette - conclude Ceccanti - i principi a cui ispirarsi appaiono ancora pienamente attuali e, in fondo, la transizione sembra compiuta solo per il piano locale, quello che per Ruffilli doveva solo anticipare il percorso. Sul piano nazionale i recenti passi indietro dopo il referendum costituzionale anche in materia di legislazione elettorale non possono e non debbono essere ritenuti irreversibili. Il cittadino come arbitro dei Governi deve restare il messaggio chiave di una forza riformatrice".