22 settembre 2018
Aggiornato 16:30
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Siria, Ue condanna uso armi chimiche e rilancia colloqui di pace

Ministri a Lussemburgo chiedono a Russia pressioni su Assad

Roma, 16 apr. - I ministri degli Esteri dell'Unione europea sostengono "tutti gli sforzi" per fermare l'uso di armi chimiche in Siria, dopo i raid compiuti nel fine settimana da Stati uniti, Francia e Gran Bretagna, ma chiedono un impegno maggiore per trovare una soluzione politica alla guerra che devasta il Paese da ormai sette anni. Condannando le operazioni militari del regime contro i ribelli, sostenute dalla Russia, principale alleato di Damasco, i 28 ministri riuniti oggi in Lussemburgo hanno anche chiesto un immediato cessate il fuoco che possa consentire l'accesso umanitario.

Nel comunicato diramato al termine della riunione, i ministri degli Esteri dell'Ue hanno inequivocabilmente accusato il regime del presidente Bashar al Assad per l'attacco con armi chimiche a Duma e hanno fornito implicito sostegno all'azione militare occidentale di sabato. "Il Consiglio comprende che gli attacchi aerei mirati di Stati Uniti, Francia e Regno Unito su impianti di armi chimiche in Siria erano misure specifiche ... con l'unico obiettivo di impedire l'ulteriore uso di armi chimiche e di sostanze chimiche come armi da parte del regime siriano per uccidere la sua stessa gente", si legge. "Il Consiglio appoggia tutti gli sforzi volti a prevenire l'uso di armi chimiche".

Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha detto che l'Ue è "unita in un momento molto serio" nel voler "prevenire e dissuadere dall'uso di armi chimiche". Da parte sua, il capo della diplomazia di Londra, Boris Johnson, ha sottolineato che i raid "non sono stati il tentativo di cambiare il corso della guerra in Siria, di avere un cambio di regime o di liberarsi di Bashar al Assad".

(fonte afp)(Segue)