Ultim'ora | Austria

Austria, destra di governo minaccia: via i giornalisti "scorretti"

Nel mirino soprattutto i corrispondenti esteri

Roma, 16 apr. - La contrapposizione che da mesi serpeggia tra l'Fpoe (l'estrema destra che fa parte della coalizione di governo in Austria) e la Orf (Radiotelevisione pubblica austriaca) ha segnato un ulteriore passo in avanti: Norbert Steger, esponente della Fpoe e membro del consiglio di amministrazione della Orf, ha detto al quotidiano "Salzburger Nachrichten" che un terzo dei corrispondenti all'estero potrebbe essere licenziato se "non si comporteranno correttamente". Come esempio ha portato quello del corrispondente in Ungheria, il cui reportage sul voto di domenica 8 aprile sarebbe stato "di parte".

Steger ha poi minacciato le giornaliste e i giornalisti della Orf di "conseguenze" anche per le loro opinioni espresse sui social: chi dovesse infrangere il nuovo codice di condotta sui social "verrà prima ammonito e poi licenziato", ha assicurato il politico.

Immediata la replica del direttore generale della Orf, Alexander Wrabetz, che via Twitter ha immediatamente reagito alle parole di Steger lodando il lavoro dei 16 uffici di corrispondenza della Orf all'estero "colonne imprescindibili e apprezzate dagli utenti della corrispondenza radio-tv-online" e ha annunciato la creazione di due nuove postazioni. Levata di scudi anche da parte dell'opposizione socialdemocratica: "E' stata oltrepassata la linea rossa", ha dichiarato Andreas Schiedere, paventando il rischio di pericolose limitazioni della libertà di stampa.