10 dicembre 2018
Aggiornato 02:30
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Siria, Wsj: Trump voleva attacco più vasto, dissuaso da Mattis

Presidente voleva colpire anche siti russi e iraniani
(© Askanews)

Roma, 16 apr. - Il presidente americano Donald Trump avrebbe preferito mettere a segno un attacco più ampio in Siria, colpendo anche siti russi e iraniani, ma sarebbe stato dissuaso dal capo del Pentagono, Jim Mattis. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti al corrente del processo decisionale, secondo cui l'esito dell'operazione starebbe a indicare la "considerevole" influenza esercitata dal segretario alla Difesa Usa sul nuovo team per la sicurezza nazionale, guidato da John Bolton.

La decisione di adottare l'opzione di un attacco più circoscritto è arrivata dopo giorni di incontri molto tesi alla Casa Bianca, scrive il Wsj. Erano infatti tre le opzioni presentate dal Pentagono: la prima prevedeva un attacco missilistico contro siti di armi chimiche; la seconda, un attacco a sospetti impianti di ricerca sulle armi chimiche e a centri di comando militare; la terza includeva tra gli obiettivi la difesa aerea russa e alcune strutture iraniane, con l'obiettivo di minare le capacità dell'esercito siriano, senza però colpire "l'apparato politico" del presidente Bashar al Assad. Le fonti hanno raccontato al Wsj che Trump avrebbe fatto pressioni per adottare il terzo scenario, ma Mattis avrebbe dissuaso il presidente, che ha poi approvato un attacco contro siti militari e di ricerca sulle armi chimiche.

Già venerdì scorso, il Wsj aveva riferito delle resistenze di Mattis alle richieste di Trump per una risposta militare più robusta al presunto attacco chimico messo a segno in Siria, per il timore di un'escalation nella regione, in particolare con Mosca.