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Maltempo, Coldiretti: da serre a grano milioni danni nei campi

Primavera di forte vento e tanta pioggia flagello per agricoltura

Roma, 15 apr. - Dalle serre spazzate via dal forte vento al grano distrutto dalla grandine, fino alle frane, ammontano a milioni di euro i danni causati nei campi dall`ultima ondata di maltempo che colpisce a macchia di leopardo lungo la Penisola, mentre la pioggia continua a impedire le semine mettendo a rischio le colture estive. Ad affermarlo è la Coldiretti sulla base di un monitoraggio sul territorio degli effetti delle precipitazioni che stanno colpendo le campagne da Nord a Sud.

In Sicilia le raffiche di vento hanno distrutto molte serre per la produzione di ortaggi - spiega Coldiretti - nell`area del ragusano e a Gela. Ma la situazione è grave anche in Lombardia a causa delle frane che hanno colpito la Valchiavenna, ma anche della grandine che si è abbattuta sul Pavese danneggiando almeno il 20% delle coltivazioni di orzo, frumento e foraggi come erba medica e loietto secondo la prima stima della Coldiretti sulle conseguenze della tempesta di ghiaccio, con chicchi grandi come nocciole. Nell`attuale fase stagionale con le piante in piena fioritura e le primizie in campo, la grandine - prosegue la Coldiretti - è l`evento piu` temuto dagli imprenditori agricoli per la perdita dell`intero raccolto dopo in anno di lavoro.

L`andamento anomalo di questa primavera conferma i cambiamenti climatici in atto che nei campi si manifestano proprio - sottolinea la Coldiretti - con la piu` elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali. Il maltempo è tornato ad abbattersi sull`Italia dopo un mese di marzo con straordinarie piogge e neve che ha fatto registrare la caduta del 74% di acqua in più rispetto alla media storica, secondo una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Isac Cnr.

Se le precipitazioni sono importanti soprattutto al sud dove nei principali invasi c`è bisogno d`acqua per scongiurare la siccità estiva, a preoccupare - sottolinea la Coldiretti - nelle campagne sono le continue precipitazioni che impediscono l`inizio dei lavori primaverili nei terreni. Al centro nord - continua la Coldiretti - la pioggia non stop della coda dell`inverno ha fatto saltare le semine del mais e della soia fino alle patate con ritardi che cominciano a farsi consistenti.

Siamo di fronte all`ultima perturbazione in un inizio di anno iniziato con neve, pioggia e gelo che ha distrutto gli ortaggi in campo e provocato perdite consistenti nelle piante da frutto e soprattutto gli ulivi per danni complessivi che i nuovi effetti del maltempo fanno ora salire ad oltre 400 milioni di euro. Il clima impazzito del 2018 - conclude la Coldiretti - ha spaccato la corteccia, bruciato le gemme e spogliato dalle foglie almeno 25 milioni di piante di ulivo dalla Puglia all`Umbria, dall`Abruzzo sino al Lazio con danni che, a seconda delle regioni, incideranno tra il 15% e il 60% della prossima produzione.