Cina

Cina rivendica efficienza nella lotta contro il traffico di organi

Auspica collaborazione internazionale contro turismo dei trapianti

Roma, 14 mar. - La Cina, fino a pochi anni fa nel mirino per le pratiche relative ai trapianti di organi, rivendica oggi un ruolo importante nella lotta contro il traffico e il turismo dei trapianti. Wang Haibo, vice segretario Generale della Fondazione di donazioni e trapianti degli organi umani della Cina, ha spiegato oggi in una conferenza stampa a Roma la strategia di Pechino contro il traffico.

Wang era a Roma per prendere parte al summit "Ethics in Action" promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienza. Si tratta del secondo summit a cui la delegazione cinese partecipa e Wang ha sottolineato come la posizione cinese sia stata apprezzata dal Vaticano e dallo stesso papa Francesco.

"La Cina è seconda al mondo per la donazione e per i trapianti di organi" legali, ha affermato Wang. Nel 2010 - ha affermato il professore - in Cina sono stati effettuati 1.040 trapianti da donatori viventi e solo 34 da donatori deceduti. Nel 2017 la situazione è radicalmente cambiata e ci sono stati 2.322 trapianti da donatori viventi e 5.146 trapianti da donatori deceduti. Da sottolineare che la Cina pratica i trapianti non solo ai cittadini della Cina popolare, Hong Kong e Macao ma, ritenendo Taiwan parte integrante del proprio territorio, anche a cittadini taiwanesi, 322 dei quali hanno ricevuto organi e 175 sono in lista d'attesa. (Segue)