Commercio

Commercio, Confesercenti: allarme consumi 2018, no aumento Iva -2-

Roma, 14 mar. - A incidere è un dislivello fiscale tra le attività italiane e quelle estere operanti nel nostro Paese, che permette a queste ultime di essere più competitive sul fronte dei prezzi, oltre ad un ritardo con cui il sistema Italia, a parte poche eccezioni, s`è affacciato a questo mondo. Occorre, perciò, intervenire con una webtax più equilibrata che risolva le pesanti iniquità fiscali, così come serve investire per un aggregatore nazionale che dia visibilità alle PMI italiane dell`eCommerce. Infine, bisogna intervenire su abusivismo e contraffazione, fenomeni purtroppo dilaganti sul web, senza dimenticare le concentrazioni di mercato che impediscono lo sviluppo del settore.

Prosegue, invece, "in modo preoccupante la parabola negativa delle piccole imprese, che registrano un -2,3% in volume, performance condivisa, a gennaio, anche dall`insieme della Gdo (con la sola eccezione positiva dei discount)".

La presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise a margine della Giunta Nazionale, ha aggiunto: "non ci stanchiamo di ribadire che è prioritario scongiurare gli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia. Se dovessero scattare, infatti, avrebbero un grave impatto sui consumi, portandoci a perdere nel corso del prossimo triennio ben 23 miliardi di euro di spesa. Uno stop che il Paese non può permettersi".