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Usa: Pompeo al posto di Tillerson, l'idea che Trump aveva... -2-

New York, 13 mar. - Con Tillerson erano evidenti i contrasti su molti temi di politica estera, a partire dall'accordo sul nucleare iraniano, e solo poche ore fa l'ormai ex ministro aveva accusato la Russia per l'avvelenamento dell'ex spia Sergei Skripal e di sua figlia, nel Regno Unito, dopo che la Casa Bianca aveva evitato di puntare il dito contro Mosca. I motivi della sostituzione sono stati sinteticamente esposti da Trump: "Eravamo in disaccordo su delle cose...l'accordo iraniano. Non pensavamo le stesse cose. Io e Pompeo facciamo gli stessi ragionamenti". Fa sorridere che Trump abbia fatto fuori Tillerson proprio dopo aver deciso di sposare la linea del dialogo con la Corea del Nord, sempre sostenuta dall'ormai ex segretario di Stato, lasciato fuori da questo avvicinamento a Pyongyang.

Il destino di Tillerson sembrava segnato da tempo, almeno da quel "non ci sono annunci da fare, al momento" pronunciato dalla portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, lo scorso 30 novembre, rispondendo alle indiscrezioni della stampa sulla possibile sostituzione di Tillerson. Quel giorno, il New York Times affermava che la Casa Bianca aveva deciso di sostituire Tillerson con Pompeo e che avrebbe annunciato la novità nel giro di qualche settimana. Tillerson, a quel tempo, definì "risibili" le indiscrezioni di stampa.

Pompeo ha un profilo che lo rende molto compatibile con Trump: è un ex ufficiale dell'esercito ed ex deputato ed è stato, in Congresso, una voce del Tea Party. È un 'falco', che si è fatto conoscere a livello nazionale come membro della Commissione della Camera sull'attacco di Bengasi, in Libia, nel 2012, in cui morirono l'ambasciatore Christopher Stevens e altri tre cittadini statunitensi. Un attacco per cui i repubblicani hanno accusato l'allora segretario di Stato, Hillary Clinton, di cui Pompeo è un feroce critico. (segue)