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Papa, Lupi: ci testimonia la preoccupazione per il popolo

Roma, 13 mar. - "A cinque anni dall'elezione di Papa Francesco mi sono chiesto, nell'irruzione di novità e di vera tradizione che questo pontefice ha portato, che cosa mi ha più segnato nel mio tentativo di vivere da cristiano e da cattolico che fa politica: il suo richiamo al ritorno all'essenziale, il suo avvertimento sul cambiamento d'epoca e la sua denuncia sulla cultura dello scarto". Lo dichiara in una nota Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Noi con l'Italia.

"Dobbiamo essere grati a questo Papa venuto 'dalla fine del mondo', perché con la sua parola e i suoi gesti - aggiunge - ridà speranza anche al nostro mondo, ci indica il punto da cui ripartire. C'è in Papa Francesco, a mio parere, la tensione continua al rapporto con le persone, non come singoli ma come popolo. È questa sua preoccupazione per l'educazione del popolo - 'se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio', diceva don Giussani in uno dei suoi ultimi interventi pubblici - ciò che anche noi politici dovremmo trattenere del suo insegnamento e della sua testimonianza".