30 agosto 2025
Aggiornato 12:00
La presa di posizione

Elettrodotto Redipuglia-Udine: per Legambiente l'opera va abbattuta

L'Associazione ambientalista ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente la seconda Osservazione allo studio di impatto ambientale di Terna relativo alla linea

UDINE - Legambiente Fvg ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente la seconda Osservazione allo studio di impatto ambientale di Terna relativo alla linea  'Udine Ovest - Redipuglia', ripresentato da Terna, dopo la bocciatura del Consiglio di Stato.

I contenuti della prima osservazione
Con la prima,  l’associazione proponeva di  separare la risoluzione del problema della stabilità della rete regionale da quello della connessione con la Slovenia, mediante l’ammodernamento  delle linee regionali esistenti e la realizzazione,  da Divača a Salgareda, di una nuova linea in corrente continua per mezzo di cavo sottomarino e interramento, già progettata da Terna. Il piano 'B', considerava, come richiesto da molti sindaci,  l’interramento  della linea Redipuglia - Udine Ovest, utilizzando parte della costruenda terza corsia.

Le ragioni della seconda osservazione
La nuova Osservazione, considera  la bocciatura dell’opera per il rilevante impatto paesaggistico, da parte del Ministero dei beni ambientali e culturali, e mette a fuoco alcune problematiche specifiche. Quali? L’insistenza di Terna a non considerare l’evoluzione della tecnologia di trasmissione in corrente continua ad alta tensione, interrata, già utilizzata in altre circostanze non dissimili; la rimozione dal  piano di sviluppo dell’opzione 'Divaca -  Salgareda' e il mantenimento  della linea aerea Ud Ovest – Okroglo, che vede la contrarietà diffusa e un giudizio di insostenibilità ambientale e paesaggistica. Non fa inoltre nessun ragionamento in merito allo sviluppo di fatto delle fonti rinnovabili non programmabili  in Regione, in relazione alle reti di trasmissione.

Legambiente chiede la 'rimozione' dell'opera
Per queste ragioni, espresse nelle due Osservazioni, oltre che per i già noti e rimarcati aspetti paesaggistici, Legambiente ritiene che Terna, per risolvere lo stallo che il parere del Mibac comporta, dovrebbe riprendere un serio percorso di programmazione, in accordo con le Regioni per quanto riguarda la magliatura in Media Tensione che agevoli e risolva in maniera distribuita l’inevitabile e auspicabile aumento delle fonti rinnovabili, la valorizzazione  e potenziamento delle reti esistenti, da 220 - 230 KV  in regione e la realizzazione dell’unica linea strategica mancante per tutto il Nord-Est, cioè la Divaca – Salgareda.
E’ inoltre evidente che, se Terna vuole riacquisire credibilità nel proporre le nuove soluzioni per la rete regionale e per i collegamenti internazionali da sottoporre a regolari percorsi Via, dovrà porsi al più presto la questione della rimozione dell'opera finora realizzata e di cui è ormai acclarata la incompatibilità ambientale e paesaggistica, prima che qualche sentenza giudiziaria glielo imponga.