21 gennaio 2022
Aggiornato 12:30
Si va verso una donazione programmata

Donazione di sangue: l’Afds resta autosufficiente ma fatica ad ammodernarsi

Da maggio è attivo il servizio di prenotazioni on line, ma non mancano i problemi. «Il sistema è work in progress, contiamo di farlo entrare a regime per l'assemblea di giugno», dice il presidente Peressoni

UDINE – Dal mese di maggio 2015 è possibile prenotare la donazione di sangue on line. Un servizio dedicato agli iscritti dell’Afds, primo passo verso la nascita del ‘donatore 2.0’ invocata a più riprese dal presidente provinciale Renzo Peressoni. «Siamo partiti da pochi giorni – afferma – ci sono ancora dei piccoli problemi da risolvere, ma contiamo di essere operativi al 100% per l'assemblea di metà giugno». In futuro, quindi, ci sarà un donatore esclusivamente a chiamata, che si mette a disposizione solo in caso di reale necessità.

Dove prenotare la donazione
Fino a oggi esistevano due modalità per donare (ad esempio in una città come Udine): o recarsi in ospedale in maniera spontanea, o telefonare al call center per una prenotazione. Da qualche giorno, però, andando su www.portaledeldono.it si può scegliere una data per la donazione di sangue intero o plasma. E’ sufficiente iscriversi, inserire i dati personali e seguire le indicazioni fornite via e-mail. «Stiamo lavorando per affinare il sistema – assicura Peressoni – ogni giorno, su prenotazione, ci sono a disposizione 10 posti per il sangue intero e 3 per il plasma. Stiamo testando il sistema per eliminare le difficoltà esistenti, anche perché non c’è alternativa: innovare la programmazione delle donazioni è una necessità non più rinviabile».

«O ci adeguiamo alla modernità o saremo spazzati via»
Non usa mezzi termini Peressoni per mettere in luce il bisogno di rinnovamento all’interno dell’Afds. «O ci adeguiamo alla modernità o saremo spazzati via». Parole pronunciare per far capire che una programmazione delle donazioni non è più procrastinabile: il sangue, per essere utilizzato in operazioni su bambini o su persone che hanno subito incidenti, deve essere ‘fresco’, nel senso che deve essere stato donato da non più di 5-10 giorni (in teoria la sua conservazione può raggiungere i 45 giorni), e questo per non far disperdere la potenzialità dei globuli rossi. Facile quindi comprendere come sia inutile avere scorte eccessive di un gruppo sanguigno conservate troppo a lungo. Oltre a questo, Peressoni punta a potenziare la donazione di plasma, che può conservarsi per due anni. Oggi può essere donato solo tre ore al giorno: l’obiettivo è estendere l’operatività almeno nell’arco di tutta una giornata. «Serve un cambiamento di organizzazione e di mentalità», assicura Peressoni.

Il Friuli è autosufficiente
Per ora il Friuli non risente del calo di donazioni a livello nazionale (assestato attorno al 5%). Anzi, proprio dalla provincia di Udine, come ricorda il presidente Peressoni, si inviano sacche di sangue a Trieste, a Gorizia, a Monfalcone e addirittura a Roma, all’ospedale Gemelli.  «Dal 1990, ormai, non abbiamo mai rinviato un intervento per mancanza di sangue – conclude il presidente dell’Afds – con il numero di donazioni che è sempre superiore al reale fabbisogno. Mercoledì, ad esempio, abbiamo raccolto 97 sacche con un fabbisogno di 60-65 sacche».