12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Dal 19 al 28 gennaio 2018

Al via la 29^ edizione del Trieste Film Festival

Tra i vari eventi collaterali c’è il nuovo progetto dedicato alla realtà virtuale e al video immersivo a 360°

TRIESTE - Torna dal 19 al 28 gennaio il Trieste Film Festival, primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro orientale, giunto quest'anno alla 29^ edizione, diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo: nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l'edizione ‘zero’ è datata 1987), il festival continua ad essere da quasi trent'anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti - se non addirittura sconosciuti - al pubblico italiano, e più in generale a quello ‘occidentale’. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell'Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.

Venerdì 19 gennaio
Due, quest’anno, le aperture: la prima, venerdì 19 gennaio, al Teatro Miela, con ‘Sympathy For The Devil’ di Jean-Luc Godard, evento inaugurale (anche) della retrospettiva ‘Rebels 68. East’n’West Revolution’. Un film simbolo di un’intera stagione, che ‘bombarda’ la narrativa tradizionale attraverso dieci piani sequenza: metà sui Rolling Stones che registrano il brano del titolo, metà sulla rivoluzione che non decolla, tra Pantere nere letteraliste, scritte sui muri, un libraio nazi che fa malmenare due ‘rossi’ e Eve Democracy intervistata sul ruolo degli intellettuali e poi braccata.

Lunedì 22 gennaio
La seconda apertura, che lunedì 22 gennaio segnerà il debutto del Rossetti come sede principale del Festival, sarà affidata a Djam, il nuovo film di Tony Gatlif: un’opera che, come sempre nel cinema dell’autore di Gadjo Dilo, Transilvania e Vengo, mescola lingue, nazionalità e ritmi, in un viaggio fatto di musica, incontri, condivisione e speranza che - attraverso la storia di una giovane donna dallo spirito libero - racconta l’Europa della multiculturalità e delle migrazioni.

Ospiti
La chiusura segna il ritorno al Trieste Film Festival di Elisabetta Sgarbi, intellettuale a tutto tondo (cineasta, scrittrice, editrice) che in ‘L'altrove più vicino’ accompagna lo spettatore in un viaggio ai confini dell’altrove che ci è più prossimo, una terra, un popolo, una cultura, che è appena oltre una soglia mobile, fatta per essere attraversata e cancellata milioni di volte dalle trasmigrazioni di persone, lingue, abitudini. La Slovenia nelle parole e negli occhi di Paolo Rumiz, nella prima intervista dopo moltissimi anni al grande poeta Alojz Rebula, ormai cieco, ma che continua a scrivere; nei ricordi di Claudio Magris e nei versi della scrittrice Marisa Madieri, che fu sua moglie, esule istriana; nella musica della giovanissima e vivace orchestra diretta dal Maestro Igor Coretti-Kuret, nata per superare ogni frontiera e creare un continente culturale, emotivo; nei brani di Boris Pahor, interpretati da Toni Servillo.

Tre concorsi internazionali
Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori, ancora una volta, sarà il pubblico del festival.

Concorso internazionale lungometraggi e non solo
Nove i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il Concorso internazionale lungometraggi. Altri sei i titoli fuori concorso selezionati come Eventi Speciali di questa edizione. Prosegue inoltre la collaborazione del Festival con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci). Infine, la riscoperta di un ‘piccolo’ (solo nella durata: 12 minuti) ma importante documentario, ‘Bora su Trieste’, girato nel 1953 da Gianni Alberto Vitrotti. Il Concorso internazionale Documentari propone nove titoli, tutti in anteprima italiana. Di questi, ben 4 affrontano, pur da prospettive e con accenti diversi, il mondo dello sport.

Premio TsFF Corti e oltre
Sono 15 i cortometraggi in concorso per il Premio TsFF Corti. Si conferma anche quest’anno l’attenzione per l’animazione, con una vetrina fuori concorso dove trova posto anche l’italiano Malamènti, diretto dall’attore Francesco Di Leva e presentato alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia. Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premierà uno dei film della sezione attraverso l’acquisizione e la diffusione sul canale, Art&Sound propone quest’anno 5 titoli in anteprima che esplorano i più diversi ambiti artistici. Il consueto Focus ‘nazionale’ è dedicato quest’anno non a un Paese, ma a un popolo - quello curdo - sparso in quattro Paesi (Turchia, Siria, Iraq, Iran). Con una bandiera ma senza uno Stato. Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2017 e ancora in attesa di distribuzione.

Eventi collaterali
Tra i vari eventi collaterali c’è il nuovo progetto dedicato alla realtà virtuale e al video immersivo a 360°, ‘Tsff goes Virtual’, in collaborazione con il PAG-Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, già avviato lo scorso gennaio ed ampliatosi nell’arco di questi ultimi mesi, con una serie di workshop tenuti dal nostro collaboratore ed esperto Antonio Giacomin, il quale ha coordinato l’Hackaton contest, la prima maratona in Italia per la produzione video a 360°, e la ‘VR Day’ dedicata al video immersivo attraverso una serie di eventi il cui focus riguarda l’aspetto della discussione e ricerca di un comune linguaggio di espressione visiva.