25 gennaio 2022
Aggiornato 08:00
Un eroe nazionale

Marco Cileo: 2900 chilometri a piedi per reclutare donatori di sangue

“La camminata per la vita – da Marsala a Trieste”, iniziativa Avis con tappa finale il 22 dicembre in piazza Unità , dove i rappresentanti del Comune hanno accolto il marciatore, che ha dedicato il traguardo a una persona speciale

TRIESTE - È partito da Marsala, Marco Cileo, per raggiungere Trieste, passando per Liguria e Piemonte: un tragitto di 2.900 chilometri in tre mesi. Completamente a piedi. Un progetto chiamato ‘La camminata per la vita’, in collaborazione con Avis (associazione volontaria italiani sangue), con soste strategiche in diverse città e capoluoghi italiani per propagandare il dono del sangue. Il 22 dicembre in piazza Unità, a conclusione dell’impresa, lo hanno accolto il consigliere Antonio  Lippolis in rappresentanza del Comune , Antonella Cavo, presidente Avis Trieste, e Carmelo Agostini, responsabile sviluppo rete associativa Avis.

Il bisogno di donatori
«Questa iniziativa è di fondamentale importanza – dichiara Cavo – perché i donatori di sangue sono in diminuzione. Serve un cambio generazionale perché dopo i 65 anni non è più possibile donare, bisogna incoraggiare la generosità di persone giovani e sane, preferibilmente sportive, e questa città città ha molto da dare. Su un migliaio di donatori, solo 220 sono classificabili come giovani.  La donazione delle piastrine, per esempio, è fondamentale in oncologia pediatrica e una sacca di piastrine, dopo la donazione, dura solo 5 giorni, quindi è sempre necessario averle sempre disponibili e 'fresche'».
«Sono pochissime le regioni autonome per le riserve di sangue – testimonia Agostini - Tra queste lo stesso Fvg (in parte), l’Emilia Romagna e la Toscana. Il resto d’Italia? Meglio non parlarne».

Un’esperienza unica
Marco, che ha prestato le sue gambe alla causa dell’Avis, racconta la sua esperienza: «Ho sempre desiderato viaggiare per tutta la penisola e farlo a piedi è il modo migliore per avvicinarsi al territorio e capirlo a fondo. Ho voluto dare a quest’impresa uno sponsor e un valore sociale: ero già donatore di sangue ed è stato naturale rivolgermi ad Avis. Il progetto è piaciuto subito, e il 15 settembre sono partito da Marsala con l’intenzione di raggiungere Trieste camminando. Ho scelto queste due città perché rappresentano il Sud Ovest e il Nord Est, inoltre Marsala è famosa per l’incidenza della talassemia, patologia che richiede trasfusioni».
Nel suo racconto non mancano immagini nitide e commoventi di quello che definiscono il  ‘grande cuore degli Italiani’: «Una volta arrivato a Cefalù ho iniziato ad avere le vesciche ai piedi e zoppicavo: il fisico non si era ancora abituato al nuovo regime. Una signora si è fermata in macchina pensando che avessi bisogno di un passaggio, ma le ho spiegato che non potevo. Lei ha insistito per ospitarmi la notte, in una casa enorme, con un piano solo per me, e mi ha detto che avrei potuto abitare da lei se avessi avuto intenzione di cercare lavoro a Cefalù».

Riabbracciare una persona cara
Dopo il sudato arrivo in piazza Unità, ecco il primo desiderio di Marco: «Riabbracciare una persona cara: si chiama Giovanna Sigismondi ed è stata lei a ispirare il mio viaggio».
Ultima nota di grande umanità, la testimonianza di Antonella Cavo: «Sono volontaria in Avis Trieste da 18 anni e sono presidente da 14, ho iniziato a lavorare nell’associazione in seguito a un’esperienza che mi ha segnato nel profondo: ho un gruppo sanguigno molto raro (A negativo), e per questo mi è stata richiesta una donazione per una bambina che, purtroppo, non è sopravvissuta. Da quel momento ho capito quale sarebbe stato lo scopo della mia vita».