18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

10 cose sul caffè che (quasi) certamente non sai

Le dieci informazioni più curiose su caffè e caffeina che probabilmente non conosci. Ecco come sfruttare al meglio le sue virtù
Vi raccontiamo almeno dieci cose su caffè e caffeina di cui probabilmente non avete mai sentito parlare
Vi raccontiamo almeno dieci cose su caffè e caffeina di cui probabilmente non avete mai sentito parlare (Shutterstock.com)

Il caffè è la bevanda più amata dagli italiani (e non solo). Immancabile la mattina per svegliarsi velocemente e al termine dei pasti per ripartire al meglio dopo la pausa pranzo. Dal punto di vista salutare la scienza si divide in due: chi la ritiene quasi una panacea per tutti i mali e chi ci mette in guardia dal suo consumo per probabili effetti avversi. Quale dei due gruppi abbia ragione non sta a noi stabilirlo, tuttavia, possiamo raccontarvi almeno dieci cose su caffè e caffeina di cui probabilmente non hai mai sentito parlare. Il sito Eat this, not that! ne riporta addirittura 35, ma noi vi elenchiamo le più curiose.

Meglio non prenderlo la mattina
E’ un’abitudine abbastanza comune quella di assumere una bella tazzina di caffè al risveglio. Tuttavia, per come è strutturato il nostro organismo, non andrebbe mai fatto. Nelle prime ore del mattino, infatti, i livelli di cortisolo raggiungono il loro picco massimo – più precisamente entro 25 minuti dal risveglio. Ma la caffeina, insieme a tale sostanza, aumenta la soglia di tolleranza al caffè, annullandone, di fatto l’effetto tonico. Nel pomeriggio, invece, il cortisolo tende a ridursi e quindi ci si può affidare a un buon caffè.

Dopo soli 10 minuti l’effetto della caffeina si sente
Dopo aver sorseggiato un ottimo caffè, dobbiamo solo attendere pochi minuti per vedere il reale effetto della caffeina sul nostro corpo. Il picco massimo, tuttavia, si verifica entro 45 minuti e tende a scomparire completamente dopo 3-5 ore a seconda del nostro metabolismo.

Se il caffè è scuro ha meno caffeina
Quando acquistate del caffè, soprattutto quello in chicchi, verificate se il prodotto è più o meno scuro. Il processo di tostatura, infatti, aumenta la formazione di alcune sostanze e ne diminuisce altre. Per comprendere il livello di tostatura gli esperti controllano il colore – oltre che la perdita di peso. Nel nostro Paese si trovano con maggior frequenza chicchi maggiormente tostati e quindi più scuri, mentre nei Paesi anglosassoni è più probabile trovare quelli chiari. Tuttavia il colore potrebbe fare la differenza: se volete una maggior quantità di caffeina dovete scegliere la varietà più chiara, se ne volete meno meglio affidarsi ai chicchi più scuri.

Il decaffeinato contiene caffeina
Fa un po’ sorridere questa affermazione ma è proprio così: anche il caffè decaffeinato contiene un po’ di caffeina. A suggerirlo è stato uno studio pubblicato sul Journal of Analytical Toxicology che ha analizzato la maggior parte dei marchi di caffè decaffeinato presente sul mercato. Dai risultati è emerso che la caffeina era presente in tutti, senza nessuna eccezione, anche se in quantità ridotta.

La caffeina in polvere può provocare la morte
La caffeina purissima in polvere, facilmente acquistabile nei negozi di alimenti o sul web, potrebbe anche provocare la morte a causa di un’overdose. È quanto ha recentemente suggerito la Federal and Drug Administration, la quale ricorda che un solo cucchiaino di polvere equivale a quasi 30 tazzine di caffè. Quindi 100 grammi di prodotto sono circa 400 tazzine di caffè o l’equivalente di 3.000 lattine di Coca Cola.

Il caffè non ti permette di rilassarti…
La caffeina possiede una struttura molto simile all’adenosina. Quest’ultima è una molecola essenziale che funge da neurotrasmettitore. La sua caratteristica principale è quella di segnalare al nostro cervello quando i livelli di stress ossidativo hanno raggiunto una certa soglia. Se ciò accade il nostro cervello si spegne rilassando il sistema nervoso. Al contrario, la caffeina agisce su questo meccanismo bloccando gli input dell’adenosina e provocando un’azione stimolante del sistema nervoso centrale. È da sottolineare che il consumo continuo provoca un aumento dei recettori dell'adenosina. Quindi, per ottenere gli stessi effetti, con il tempo è necessario aumentare le dosi. In due parole: il caffè provoca una vera e propria dipendenza.

…però migliora il tuo umore
Proprio perché è in grado di bloccare l’azione dell’adenosina, la caffeina migliora il nostro umore. E lo fa attraverso la stimolazione del rilascio di dopamina, una sostanza che ci aiuta ad avere una maggior sensazione di benessere.

E può aumentare il tuo peso
Il consumo di caffè provoca un aumento dei livelli di cortisolo nel nostro corpo. Ciò si traduce con un aumento di peso. Questo perché tale sostanza – nota anche come ormone dello stress – è un vero e proprio segnalatore di fame e aumenta il desiderio di mangiare alimenti ricchi di calorie.

Rischi crisi di astinenza
Smettere dal giorno alla notte di consumare il caffè non è un gioco da ragazzi. Tutt’altro. Causando una vera e propria dipendenza, una volta che si smette di prenderlo si assiste a una condizione nota con il termine di caffeinismo. Alla pari delle altre droghe, il soggetto assiste a tutta una serie di sintomi avversi: mal di testa, vomito, tremore, sudorazione e prurito.

Combatte il dolore
Secondo alcuni studi il caffè potrebbe aiutare a combattere il dolore. Non a caso alcuni antidolorifici contengono piccole dosi di caffeina. Questa sua caratteristica è un’altra conseguenza del blocco dell’adenosina che riduce il rilascio di mediatori dolorifici indotti dall’adenosina a livello delle terminazioni nervose. Inoltre attiva le vie noradrenalinergiche che hanno un’azione soppressiva sul dolore.

Fonte:
35 Things You Didn’t Know About Caffeine - Eat this, not that