18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Golden Globes 2018: Oprah Winfrey commuove la platea e il mondo

Standing ovation per la conduttrice che ha ricevuto il premio alla carriera e ha lasciato il segno pronunciando il suo discorso sulla forza della verità
Oprah Winfrey e l'appello alle donne: «È l'alba di un nuovo giorno»
Oprah Winfrey e l'appello alle donne: «È l'alba di un nuovo giorno» (ANSA)

HOLLYWOOD – Questa volta il red carpet si è tinto di nero. Come annunciato qualche tempo fa tutte le donne presenti alla 75esima edizione dei Golden Globes, hanno indossato l'abito nero per protesta contro le molestie sessuali. Una cerimonia che è stata decisamente segnata dallo scandalo Weinstein. A pronunciare il discorso che ha lasciato il segno e ha commosso tutti è stata Oprah Winfrey, che ha ricevuto il Cecil B. DeMille Award alla carriera.

Il discorso
«Nel 1964, ero una piccola bambina seduta sul pavimento che guardava Anne Bancroft presentare l’Oscar come Miglior Attore ai 36esimi Oscar – ha esordito la Winfrey -  Aprì la busta e disse cinque parole che fecero la storia: 'Il vincitore è Sidney Poitier'. (…) Nel 1982, Sidney ha ricevuto il Cecil B. DeMille Award proprio qui ai Golden Globes, e non riesco a non pensare che in questo momento, alcune piccole bambine mi stiano guardando diventare la prima donna di colore a ricevere lo stesso premio. (…) Vorrei ringraziare la Stampa Estera di Hollywood, perché sappiamo tutti che in questo momento la stampa si trova sotto pressione, ma sappiamo anche che è l’insaziabile impegno nello scoprire la verità che non ci fa chiudere gli occhi davanti alla corruzione e l’ingiustizia, i tiranni e le vittime, i segreti e le bugie(…) – continua la conduttrice -  Ciò che di certo so è che dire la vostra verità è lo strumento più potente che abbiamo. E sono specialmente fiera di tutte le donne che si sono sentite abbastanza forti da parlare e condividere le loro storie personali. (…) Vorrei esprimere la mia gratitudine a tutte le donne che hanno sopportato anni di abusi perché loro, come mia madre, hanno dei figli da nutrire, delle bollette da pagare e dei sogni da inseguire».

l caso che ha fatto storia
Oprah ha poi ricordato un caso simbolo e a lei molto caro di abusi ai danni di una donna: «Recy Taylor, una donna che conosco e penso dovreste conoscere anche voi. Nel 1944, Recy era una giovane moglie e madre. Stava camminando verso casa, quando è stata rapita da 6 uomini bianchi armati, per poi essere stuprata e lasciata per strada. Hanno minacciato di ucciderla se avesse raccontato l’accaduto a qualcuno, ma la sua storia è arrivata alla  NAACP (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore), dove una giovane donna di nome Rosa Parks divenne l’investigatrice primaria del suo caso. Insieme hanno cercato giustizia, ma la giustizia non era un’opzione nell’era di Jim Crow. Gli uomini che l’hanno distrutta non sono mai stati perseguiti. (…)» Poi il ritorno al presente: «Per troppo tempo, le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno trovato il coraggio di dire la verità sul potere di quegli uomini. Ma il loro tempo è finito. Il loro tempo è finito. E vorrei che Recy Taylor fosse morta sapendo che la sua verità – così come la verità di tante altre donne tormentate in quegli anni e anche oggi – sta marciando avanti. (…) Vorrei che tutte le ragazze che stanno guardando sappiano che un nuovo giorno è all’orizzonte». Un discorso toccante ed intenso, dieci minuti con standing ovation finale, che sicuramente saranno parte della storia di Hollywood. E per molti è stato anche un vero e proprio manifesto politico in vista delle candidature per le prossime elezioni americane del 2020.