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Fedez truffato da una finta legale. La replica: «È una star per merito del mio lavoro»

E' arrivata la condanna per la finta avvocatessa che avrebbe estorto ingenti somme al rapper milanese. Gonfiava le fatture per pagare cene, viaggi e addirittura biancheria intima

Fedez
Fedez (ANSA)

MILANO – Si è fidato completamente di lei per diverso tempo. Fedez non poteva immaginare che la sua exconsulente legale si spacciasse per avvocato e che in realtà non fosse nemmeno una praticante. Susanna Chiesa, questo il nome della finta avvocatessa è stata condannata per truffa ed esercizio abusivo della professione «È stato l’attuale avvocato del rapper - Cristiano Magaletti - a mettere la pulce nell’orecchio del cantante, quando aveva notato, nelle fatture emesse da Susanna Chiesa, voci di spesa decisamente sproporzionate. Alcune indagini - spiega una nota di Newtopia, l’etichetta discografica indipendente creata da J-Ax e Fedez nel 2013 -, svolte sempre dal legale, hanno consentito di appurare che la dottoressa Chiesa, che si era sempre spacciata con Fedez come avvocato, tale non era affatto: anzi, non era nemmeno praticante abilitata: ciononostante aveva preso somme a titolo di Cassa Forense e trattato questioni giuridiche anche di un certo rilievo. Ma non solo».

La condanna
Dopo due anni dalla denuncia del rapper milanese, arriva la sentenza: Susanna Chiesa, che in alcuni ambienti è ancora oggi conosciuta come «l’avvocato Chiesa», è stata condannata dal Tribunale di Milano a sette mesi di reclusione ed al pagamento di 400 euro di multa per truffa ed esercizio abusivo della professione di avvocato.«Approfittando della fiducia che il rapper riponeva in lei – continua la nota diffusa dalla casa discografica di Fedez - la Chiesa gli aveva fatto pagare somme piuttosto elevate per spese che avrebbero dovuto riguardare questioni legali ed invece servivano a rimborsare spese personali della dottoressa: biancheria intima, cene, bollette del telefono e molto altro ancora».

La replica
Dura la replica della Chiesa, che non ci sta ad essere lapidata pubblicamente sui media. Secondo la donna, il suo ruolo sarebbe stato quello di manager più che di avvocato, «ho svolto esclusivamente l’attività di manager, l’ho portato a firmare un contratto con la Sony, l’ho aiutato a diventare famoso».
Tutte parole dette al Corriere della Sera nel corso di una lunga intervista: «Ho fatto tutto questo per lui e questo è il ringraziamento. Mi piacerebbe tanto aver speso quei soldi per vestiti, scarpe e guepiere com’è stato scritto, ma non è così. Ho abbandonato la pratica forense per diventare imprenditrice».