16 giugno 2019
Aggiornato 23:00
Contratti telefonici

Telefonia fissa: la fatturazione dev’essere mensile. L’Agcom blocca i 28 giorni

Basta cambiare le carte in tavola da parte dei gestori telefonici: la fatturazione a 28 giorni non è lecita. L’Agcom la blocca, si torna a quella mensile. E ora dalla telefonia fissa si spera che diventi mensile anche per il mobile

Telefonia fissa, cambiano le norme contrattuali
Telefonia fissa, cambiano le norme contrattuali ( Shutterstock )

A molti consumatori non era andata giù la decisione degli operatori telefonici di far diventare di 28 giorni, anziché mensile come era sempre stata, la fatturazione per la telefonia fissa. All’apparenza una modifica contrattuale di poco conto ma che in realtà andava a pesare di un bel po’ sul bilancio di una famiglia. Allo stesso tempo andava a rimpinguare le casse delle compagnie telefoniche.

Bloccata
A dare la notizia del blocco della fatturazione a 28 giorni è la Federconsumatori Nazionale, che riporta come dando seguito a una segnalazione anche da parte loro, l’AGCOM (l’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni) abbia agito con l’emissione di una delibera che rimette finalmente chiarezza sulle fatturazioni per la telefonia fissa. «L’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese – si legge nella delibera AGCOM – affinché l’utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi».

La tredicesima
Il nome ‘tredicesima’ in genere evoca un qualcosa di positivo per i consumatori, ma in questo caso lo sarebbe stato solo per le compagnie di telefonia. L’adozione dei 28 giorni, anziché della mensilità era già da tempo in essere per i contratti di telefonia mobile, ma da qualche tempo a ‘sta parte era divenuta una modifica che interessava anche la telefonia fissa. La stessa cosa ormai valeva per quei contratti che prevedono la telefonia fissa (con anche l’Adsl) in combinazione con quella mobile: anche in questo caso, si torna alla fatturazione mensile.
La delibera fissa dunque delle regole, che le compagnie dovranno rispettare. Per esempio è stato chiesto a Vodafone e Wind di modificare le attuali offerte, anche per gli utenti già attivi. Per quanto riguarda Fastweb e Tim, che avevano annunciato il passare al nuovo regime di fatturazione a 28 giorni, di bloccare il passaggio. A far data dal 24 marzo, giorno di emissione della delibera, AGCOM concede agli operatori 90 giorni per adeguarsi.

E la telefonia mobile?
Dalla Federconsumatori arriva anche la speranza che a breve anche la telefonia mobile ritorni a essere come un tempo, ossia con fatturazione mensile anziché di 28 giorni. Tuttavia, al momento, l’AGCOM ha lasciato le cose come stanno. Però il periodo minimo di tariffazione mensile è fissato in 28 giorni e non si può scendere al di sotto. Resta in ogni caso a discrezione delle compagnie telefoniche scegliere di quanti giorni debba essere una ‘mensilità’. In ogni caso, i gestori dovranno sempre avvisare gli utenti via Sms circa l’avvenuto addebito. Nel frattempo, le compagnie telefoniche hanno preannunciato di dare battaglia alla delibera AGCOM che ritengono ingiusta.