27 maggio 2020
Aggiornato 17:30
Spettacoli e solidarietà

Passa il Natale al cinema con il film “Il medico di campagna” e sostieni la ricerca sul cancro. I video

Nelle sale da oggi, il film “Il medico di campagna”. La pellicola racconta di un medico devoto al suo lavoro e dotato di una straordinaria umanità nei confronti dei suoi pazienti. Un toccante e brillante racconto che emozionerà chi lo andrà a vedere. Ma chi lo farà proprio il 25 dicembre potrà contribuire alla ricerca sul cancro: Bim, infatti, devolverà parte del ricavato all'Airc

Passare un Natale in lieta compagnia, anche al cinema, e contribuire alla ricerca contro il cancro. Ecco cosa potrà fare chi si recherà nelle sale il 25 dicembre per andare a vedere il bel film «Il medico di campagna». In questa giornata, infatti, Bim Distribuzione devolverà il 5% dell’incasso all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, per contribuire al finanziamento di percorsi di formazione e specializzazione per giovani ricercatori oncologici.

Un film emozionante
La pellicola «Il medico di campagna», con la regia di Thomas Lilti, vede il ritorno sui nostri schermi di François Cluzet – indimenticabile interprete di Quasi amici – nei panni di Jean-Pierre, un medico di campagna devoto al suo lavoro e dotato di una straordinaria umanità nei confronti dei suoi pazienti. Al suo fianco un’affascinante Marianne Denicourt, che condivide con lui la stessa ‘vocazione’: prendersi cura degli altri e costruire con i pazienti un rapporto di profonda fiducia. Una storia di empatia e umanità diretta da Thomas Lilti che, prima di dedicarsi alla regia, esercitava proprio la professione di medico.

Una scena del film
Una scena del film (Denis Manin)

Un impegno non solo a Natale
I film distribuiti da Bim da sempre diffondono importati temi umani e sociali, e in questa occasione la società di distribuzione ha scelto di sostenere con «Il medico di campagna», nel giorno di Natale, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro con cui condivide i valori espressi nel film: la professione di medico come ‘vocazione’, la cura della persona, oltre che del paziente, attraverso l’ascolto, la conoscenza delle sue abitudini, lo sguardo d’insieme sulla sua vita come aspetto fondamentale per la guarigione. Una ‘cura a base di umanità’, dunque, che riscopre la potenza del dialogo, dell’empatia, della solidarietà. A tal proposito l’attore François Cluzet ha affermato: «Ho sempre desiderato fare l’attore, non per recitare ma per vivere, per vivere i personaggi. Grazie a questo mestiere ho vissuto molti pezzi di vita come se fossero vite intere. L’idea di credere di essere un medico è sempre stato un sogno. Penso che siamo in molti a desiderare di avere il tipo di rapporto con gli esseri umani, con la salute, con la guarigione, con il fallimento, con tutti gli sconvolgimenti melodrammatici che offre l’esercizio della medicina».

Una scena del film
Una scena del film (Jair Sfez)

La trama del film
Tutti gli abitanti di un paesino di campagna possono contare su Jean-Pierre, il medico che li ascolta, li cura e li rassicura giorno e notte, sette giorni su sette. Malato a sua volta, Jean-Pierre assiste all’arrivo di Nathalie, che esercita la professione medica da poco tempo e ha lasciato l’ospedale dove lavorava per affiancarlo. Ma riuscirà ad adattarsi a questa nuova vita e a sostituire colui che si ritiene… Insostituibile?

Video, «Il segreto di una buona diagnosi»

Video, «Oche all’attacco»

Video, il Trailer

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