30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Tecnologia e società

Le donne sono più smartphone-dipendenti

Tecnodipendenza da smartphone, le donne ne sono più colpite che non gli uomini. In media, lei usa lo smartphone per quattro ore al giorno, anche quando è insieme a qualcuno

Smartphone, le donne sono più dipendenti
Smartphone, le donne sono più dipendenti Foto: Shutterstock

Chi è più dipendente dagli smartphone e company? A quanto pare le donne. Secondo un nuovo studio, infatti, lei sta più ore di lui davanti allo schermo del proprio telefono. E lo fa anche quando è in compagnia.

Più di quattro ore al dì
L’indagine sull’uso dello smartphone tra i due generi sessuali è stata condotta dai ricercatori della Ajou University in Corea del Sud, guidati dal professor Chang Jae-Yeon. I 1.236 partecipanti sono stati invitati a riportare le loro abitudini circa l’uso dello smartphone durante la giornata. Dai risultati è emerso che il 52% delle donne in media utilizzava il telefonino per quattro ore al giorno, contro il 29,4% degli uomini. Inoltre, il 22,9% delle donne ha dichiarato di usarlo per ben 6 ore al giorno, contro il 10,8% degli uomini.

Più social
Il prof. Chang, nell’articolo riguardante lo studio pubblicato sulla rivista Public Health Reports, ha auspicato che le donne rivedano il proprio comportamento circa l’uso dello smartphone, e che ogni tanto lo lascino in borsetta. Secondo l’indagine, la donna utilizza lo smartphone principalmente per seguire i social network, come Facebook e Instagram. Mentre lo usa meno per telefonare, giocare o fare ricerche sul web. Sempre le donne usano il telefonino anche mentre stanno conversando con altri o mentre sono in movimento. Gli uomini, invece, lo usano di più durante le pause.

Senza di lui…
E che dire di quel 20,1% di donne che ha dichiarato di sentirsi insicura quando non può usare il proprio smartphone? A sentirsi così però è soltanto l’8,9% degli uomini. «I desideri delle donne per il networking e la comunicazione sono molto più forti di quelli degli uomini, il che le spinge a diventare più dipendenti dai servizi dei social network attraverso i loro smartphone», concludono gli autori.