29 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Moda

Zara: la prima collezione ungendered solleva le polemiche

Una linea di capi indossabili da tutti indipendentemente dal genere che ha dato rilievo ad un argomento importante

MILANO - Zara ha creato una linea di abbigliamento ungendered: capi che hanno il pregio di poter essere indossati senza problemi sia da uomini sia da donne ma anche da chi definisce la propria identità sessuale binaria.

Il gender-fluid nella moda
I capi lanciati da Zara, sono l'esempio di un trend che si sta diffondendo nel mondo della moda contemporanea: anche le ultime collezioni di Yves Saint Laurent, Burberry e Gucci sperimentano prodotti gender-fluid ed anche Louis Vuitton, nella sua ultima campagna pubblicitaria della Donna Autunno/Inverno 2016 ha inserito l’attore e rapper Jaden Smith, figlio di Will.

Stile piatto e troppo maschile?
La mossa di Zara è la prima portata avanti da un brand molto popolare, fuori dalle sperimentazioni dell’alta moda. La collezione Ungendered, promossa da modelli maschi e femminine, comprende una decina di modelli (maglie, pantaloni, t-shirt e felpe) pensati per essere indossati in modo indipendete dal proprio genere: colori neutri, taglie morbide, vestibilità comoda e non aderente. Sono in tanti però ad aver notato che lo stile sia in un certo senso piatto e noioso e si rifaccia soprattutto all'abbigliamento maschile spogliato di precisi riferimenti per essere indossabile da chiunque.

Riflettori puntati su un tema importante
Non sono mancate le proteste in difesa della sacralità della distinzione maschio e femmina ma anche quelle dei progressisti che invece si sono scagliati contro l’assenza di stampe e colori, ovvero contro il poco coraggio di proporre una moda che vada oltre l’opposizione maschio-femmina in termini tradizionali, dimostrando forse timore nello sperimentare in linea con le tendenze. Un lancio come quello di Zara ha avuto in ogni caso un rilievo importante che ha portato all’attenzione di tutti la discussione sulle identità sessuali non-binarie, spesso quelle più trascurate nello spettro delle tematiche LGBT.