27 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Il Volo papà

Fabio Volo: «Ho smesso di flirtare, la famiglia è una cosa seria»

Il suo libro in tre settimane ha superato le 100.00 copie vendute ma lui non smette di pensare alla sua famiglia e a come farla crescere

MILANO - Il suo ultimo libro, come i precedenti, è un successo di vendite. E come sempre Fabio Volo colleziona critiche, di rosiconi, di commenti snob. Il libro È tutta vita ha superato le 100.000 copie vendute in tre settimane.

Il successo degli altri infastidisce
«Mi innervosisce sentire frasi come Se Volo scrive libri li posso scrivere pure io.Perché questa gente anziché criticare me non si mette sulla tastiera e li scrive questi libri migliori dei miei?». dice Fabio al «Fatto Quotidiano». «La verità è che anni fa, quando me ne stavo in provincia, il successo degli altri stava sul cazzo anche a me. Il problema in questi casi è che anziché spostare l'attenzione su di te, la fai ristagnare su quello che fanno gli altri. Se hai un bar o il tempo impegnato a fare cose per la tua vita, le energie per pensare a me non ce le hai. Io oggi ho fatto radio, sono andato all'asilo, ho scritto, non ho avuto il tempo di occuparmi del successo degli altri».

Cambiare vita per lei
Volo non ha avuto il tempo neppure di occuparsi dei social perché «Sono ingestibili: l’eccesso di democrazia per me smette di essere democrazia. Io vorrei che fosse come nella boxe, dove ci si misura con gente del tuo peso». Social a parte, adesso Fabio è diventato grande. E' passato da essere il «single irrecuperabile» e «conquistatore seriale» ad essere un responsabile padre di famiglia. «In radio e altrove io parlavo solo di quanto fosse noiosa la famiglia, mi scontravo con quelli che la difendevano. Era il mio marchio. Poi ho conosciuto Johanna, ho pensato a quello che avrei potuto perdere ma ha avuto la meglio il pensiero di quello che avrei guadagnato. Ho messo la mia vita privata al primo posto e sono felice. Certo, ci sono rinunce, compromessi, ma con mia moglie non c’è molto da sedersi al tavolo delle trattative perché è una nordeuropea, una pratica, che fa le regole: non esiste che non torni a casa, i pannolini si cambiano una volta io e una lei e i piatti si lavano a turni».

Ancora due figli
Dopo due figli, Sebastian (classe 2013) e Gabriel (2015) Fabio dice: «c'è la stanchezza, si inceppa l’intimità: mia moglie è islandese e gli islandesi sono abituati ad avere a che fare con la natura, sono concreti, per cui per lei io devo essere collaborativo e lo sono. Il problema è che noi oggi siamo dei padri che i nostri padri non sono stati, abbiamo a che fare con pannolini e compiti che i padri hanno per la prima volta nella storia del 'maschio', alle volte ci si sente inadeguati o un po’ meno maschi». E adesso conta di averne ancora due, di figli. Quattro in totale, «dopo due maschi vorrei una femmina» e pare che abbia persino smesso di flirtare