30 luglio 2021
Aggiornato 02:00
Il dolore di una madre

Romina Power chiede il silenzio stampa per Ylenia

Torna a galla il caso della scomparsa di Ylenia Carrisi, ma la Romina non ci sta e chiede a tutti i media il silenzio stampa nel rispetto del suo dolore

ROMA - «Cara stampa, torno in Italia per rimanere paralizzata davanti a un’edicola. Ci sono tante disgrazie nel mondo quotidianamente, ma, consapevolmente speculare sul dolore altrui, lo trovo la più grande bassezza». Romina Power era a Los Angeles, dove vive, e non sapeva nulla delle indiscrezioni di stampa che avevano portato il caso della scomparsa della figlia Ylenia Carrisi alla ribalta della cronaca, e della stampa italiana.

Silenzio e rispetto
La nuova pagina del caso è stata riaperta proprio dagli Stati Uniti, dalle indagini di un intraprendente poliziotto e dalle parole di un serial killer chiuso in un carcere dell’Oregon. Ma Romina Power non ne ha mai sentito parlare. Così appena atterrata a Roma, ha dichiarato di essere rimasta senza fiato vedendo le copertine dei giornali che parlavano di nuove rivelazioni. Ha preso carta e penna, e direttamente dall’albergo che la ospitava ha chiesto il silenzio stampa sulla vicenda. «Si dà per certo ciò che non lo è, pur di fare del becero sensazionalismo, pur di vendere e guadagnare qualche sporca moneta. Chi compila quelle notizie avrà pure una famiglia, avrà pure un po’ di empatia, come si fa a non avere più cuore? Un cuore per una famiglia che soffre da anni. Basta speculazioni! Basta attività! Una madre chiede, anzi impone, il silenzio stampa. Per mia figlia, la mia Ylenia Carrisi. Basta!», sono le parole di Romina.

Le nuove ipotesi
Le tracce di Ylenia Carrisi si sono perse a New Orleans il 31 dicembre del 1993, e la ragazza è stata dichiarata formalmente morta. Ma negli anni sono state moltissime le indiscrezioni e le piste sul caso della giovane che avrebbe compiuto 45 anni il 29 novembre. Poi l’ultima novità, le dichiarazioni di un serial killer, conosciuto come «Happy face killer», che avrebbe rivelato di aver ucciso proprio una giovane con lo zaino in spalla, che facendo l’autostop voleva raggiungere il Nevada o la California. Le ricostruzioni del volto di quella ragazza corrisponderebbero alla figlia di Albano e Romina. Si è parlato di un’analisi del Dna a cui tutta la famiglia si sarebbe sottoposta, ipotesi che ora Romina Power ha negato, dicendo di non sapere assolutamente nulla di questa vicenda che proprio negli Stati Uniti, dove vive, avrebbe origine con le indagini dell’agente speciale Dennis Haley.