7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
Playboy si veste

Playboy stop al nudo integrale

Le conigliette si rivestono, il nudo non è più in voga, o meglio, il web lo ha sdoganato in tutte le forme possibili e la rivista che ha fatto sognare milioni di uomini ne risente. Nuova vita e nuovi contenuti!

CHICAGO - Colpo di scena! Playboy rinuncia al nudo integrale. Si, avete capito bene, il magazine maschile per eccellenza che dalla Marilyn del 1953 ha fatto sognare generazioni di uomini dà una svolta epocale alle sue scelte editoriali.

Stop al nudo e via a nuovi contenuti
Non si tratta di un'improvviso ritorno al decoro ma di un presa di coscienza. C’è bisogno di salvare i conti e di nuovo pubblico. Per fare tutto questo le conigliette devono rivestirsi. Ormai il porno è ovunque e declinato in migliaia di forme sul web. Le conigliette continueranno a popolare la rivista fondata sei decenni fa da Hugh Hefner, ma a partire da marzo saranno nudi soft. Donne «vietate ai minori di 13 anni», spiega il New York Times. L'obiettivo è quello di catturare un'audience che si sta contraendo da decenni e di entrare in concorrenza con pubblicazioni più giovani e di tendenza come Vice. Il magazine includerà contenuti adatti a un pubblico adulto, ma non più hard. Ci sarà una «sex column» scritta da una donna, articoli di giornalismo investigativo e immagini artistiche per giovani professionisti cresciuti guardando pornografia gratis su Internet. Ma il dilemma per Playboy è tutt'altro che semplice: cosa rimane al brand fondato da Huge Hefner senza il nudo? «La differenza tra noi e Vice è che cerchiamo lettori con un lavoro» ha spiegato Flanders.

La storia di un successo... in declino
Per Playboy il top della distribuzione fu nel novembre 1972 con oltre sette milioni di copie. Le foto senza veli di Madonna, Sharon Stone, Naomi Campbell, si accompagnavano a racconti di illustri autori (Fahrenheit 451 di Ray Bradbury fu pubblicato a puntate nel 1954), i vip della politica, come Malcolm X e Jimmy Carter, concedevano volentieri un'intervista. Da allora è stato un lento declino. Oggi le copie vendute di un brand che con Nike e Apple è tra i più riconoscibili del mondo sono solamente 800 mila.

Caccia all'ultima coniglietta
Intanto sulle lavagne dei bookmaker internazionali si è aperta la caccia all'ultima coniglietta che apparirà senza veli nel mitico «centerfold», la pagina centrale del giornale. La sigla internazionale Paddy Power non ha dubbi e assegna l'onore a Pamela Anderson, che più di ogni altra è apparsa in copertina. Dalla fine degli anni 80 a oggi, l'attrice statunitense è stata una delle colonne portanti della rivista ed è dunque lei la favorita.

Le Playmate italiane
Tante anche le bellezze italiane finite sulla copertina di Playboy da Iva Zanicchi e Loretta Goggi del 1979 fino a Bianca Balti per l’edizione francese e per quella italiana, Carla Bruni per quella americana. Violante Placido, Martina Stella, Dolcenera, Melissa Satta, Claudia Gerini sono solo alcune delle Italiane che non si sono sottratte all’obiettivo. Perché Playboy non è stata una rivista come tutte le altre e non ci resta che attendere i risultati del suo resyling.