17 luglio 2019
Aggiornato 00:30
Al cinema

Immenso Clint Eastwood, in «American Sniper» la guerra intima di Chris Kyle

Esce il primo gennaio in Italia l'ultimo film del regista americano, che si appresta già ad entrare nel novero dei capolavori assoluti del cinema contemporaneo

ROMA - L'orgoglio di essere e sentirsi americani, la tenacia e la forza di un uomo, espressione del suo popolo, che lotta per il bene comune. Nell'ultimo film di Clint Eastwood, «American Sniper», in uscita in Italia il 1 gennaio, c'è la migliore America a stelle e strisce, c'è il patriottismo portato agli estremi, ma c'è soprattutto il punto di vista del protagonista, leggendario cecchino che smette quasi i panni dell'uomo per diventare una perfetta macchina da guerra: mira, carica e spara. Pum. Freddo, apparentemente senza rimorsi.

IL «DIAVOLO DI RAMADI» - Il genio di Eastwood ci fa guardare attraverso quel mirino per raccontare le sensazioni più intime di Chris Kyle, diventato un mito negli U.S. Navy Seals per aver ucciso oltre 250 nemici in Iraq, tanto da vedersi affibbiato, proprio dai soldati che combatteva, il soprannome di «Diavolo di Ramadi». Leggenda sul campo di battaglia, termina il servizio nel 2009 e si dedica alla scrittura della sua autobiografia, «American Sniper» appunto, fino a quel tragico giorno del 2013 in cui, ironia della sorte, viene ucciso al poligono da un ex compagno che soffriva di disturbo post traumatico da stress.

LA CURIOSITÀ - Un immenso Bradley Cooper nei panni di Kyle, in una pellicola che, ancora una volta, rivela la straordinaria bravura di Clint Eastwood. Una curiosità? Nel maggio 2013 la Warner Bros aveva affidato la regia a Spielberg, che dopo pochi mesi però ha abbandonato il progetto. Ci viene da dire meno male, perché questo è un altro capolavoro firmato Clint.