9 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

«Big Eyes», la vera storia di Margaret Keane secondo Tim Burton

Nelle sale dal 1 gennaio il nuovo film del geniale regista americano, che torna a raccontare una storia vera, che ha qualcosa di epico e incredibile

ROMA - Uscirà nelle sale il 1 gennaio «Big Eyes», il nuovo attesissimo lavoro di Tim Burton. Dopo «Ed Wood», «Larry Flint» e «Man on the Moon», il visionario regista californiano fresco di separazione dalla moglie, torna alla regia di un film biografico raccontando la storia vera di Margaret Keane, famosa illustratrice degli anni '60 nota soprattutto per i suoi disegni di bambini dai grandi occhi (da cui il titolo del film). Inizialmente le sue opere vennero vendute con la firma del marito, Walter Keane, che la convinse del fatto che i quadri si sarebbero venduti meglio se attribuili a un uomo anziché a una donna. Solo nel 1970 Margaret rivelò che in realtà era lei l'autrice di quei quadri. Il marito però difese con tutte le sue forze la proprietà di quei disegni. Tra i due, che nel frattempo si erano lasciati, scoppiò una vera e propria querelle che finì dritta in un'aula di tribunale: il giudice chiese a entrambi di realizzare proprio lì davanti a lui il disegno di un bambino dagli occhi grandi per capire chi fosse davvero l'artista. Walter accampò una scusa pur di non farlo, mentre Margaret lo realizzò in soli 53 minuti.

AMY ADAMS NEI PANNI DI MARGARET - Per il ruolo di Margaret Burton ha voluto Amy Adams, reduce dai trionfi di «L’Uomo d’Acciaio» e «American Hustle», mentre nei panni del marito troviamo il tarantiniano Christoph Waltz. «Ho studiato a lungo il modo in cui Margaret teneva il pennello e creava quei grandi occhi, ma ovviamente non sono diventata brava come lei - ha raccontato la Adams -. Nei primi anni della sua carriera Margaret si era davvero lasciata convincere dal marito che nessuno avrebbe comprato le sue opere se si fosse saputo che a dipingerle era una donna. Sembra una cosa teatrale, qualcosa che è stato creato per un copione, e invece è accaduto veramente».

LA CURIOSITÀ - La pellicola, candidata a ben tre Golden Globes, è costata circa 10 milioni di dollari e si appresta già ad essere l'ennesimo capolavoro del grande Tim Burton. Una curiosità? Burton in accordo col direttore della fotografia Bruno Delbonnel avrebbe voluto riprendere il film su pellicola 35mm, ma dopo la chiusura del laboratorio Vancouver Deluxe e una restrizione di budget, sono stati costretti a girare in digitale.