25 giugno 2019
Aggiornato 01:30
MODA

Faking It: I falsi d'autore in mostra a New York

Una mostra che percorre 150 anni di storia della moda attraverso le copie autorizzate ed i falsi degli abiti più famosi del mondo

NEW YORK - Cosa avrebbe pensato Coco Chanel vedendo il suo modelle Gabrielle del 1966 praticamente identico ma non autentico indossato da una signora? Il tessuto è i medesimo ma i dettagli, si sa, fanno la differenza! Uguali ma diversi. E' quello che succede a New York alla mostra sull'arte del falso «Faking It: Originals, Copies and Counterfeits». L'esposizione è stata allestita dal Fashion Institute of Technology di New York ed inaugurata il 2 dicembre. Rimarrà aperta fino al 25 aprile 2015.

150 ANNI DI FAKE - Attraverso «Faking It: Originals, Copies and Counterfeits» si esplorano i diversi livelli di autenticità o falsità. Dall'originale alla copia autorizzata, vino ai veri e propri falsi. La storia degli ultimi 150 anni di moda è ripercorsa attraverso 100 capi provenienti dalla collezione Fit. Alcuni non sono mai stati esposti prima d'ora.

L'INIZIO - Il fake inizia a turbare couturier e designer tra la fine del XIX secolo e inizio XX. Nel 1914 il numero di falsificazioni delle firme era già arrivato a due milioni. «Gli stilisti - continua - hanno cercato in vari modi di impedire che i loro capi venissero copiati. Madelaine Vionnet ad esempio era solita autenticare l'etichetta con l'impronta del suo pollice. Purtroppo ciò non ha impedito di riprodurre falsi»

DIOR - Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'attenzione e i desideri delle donne degli Stati Uniti si rivolgono verso Christian Dior. Un sogno che in poche potevano permettersi e che ha incentivato in maniera esponenziale l'opera dei falsificatori. Dior e altri stilisti europei potevano solo limitare i danni, sia autorizzando la vendita di copie autorizzate degli originali sia creando linee secondarie da vendere oltre oceano. Emilio Pucci, alla fine degli anni '50 creò il suo speciale copyright dell'etichetta firmandola anche. Chanel invece prese invece la copia come una forma di pubblicità gratuita per le sue creazioni. 

FALSO SERIALE - «Il falso vero e proprio - spiega la Elia - è esploso alla fine degli anni '80, con la Cina ha cominciato a produrre copie contraffatte di nomi come Louis Vuitton, Gucci, Chanel. Internet ha fatto il resto, consentendo ad esempio di acquistare borse del valore di migliaia di dollari per poche decine di dollari». Italia, Francia e Regno Unito sono i paesi con le regole più ferree contro la contraffazione. Negli Stati Uniti purtroppo non c'è una legge che protegga il copyright. Nel 2012 è stata proposta una legge ma il Congresso ancora non l'ha approvata.