11 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Chiara Valentini e le emozioni nascoste

Chiara è un'artista che ha tantissimo da dire e raccontare, il suo lavoro è bello da vedersi e bello da capire, una grande artista che vive tra Bologna e Creta.
Le tre grazie
Le tre grazie ()

I tuoi lavori sono bellissimi, pazzeschi, particolari, come li realizzi ? Hanno anche sicuramente un significato ben preciso, mi racconti?
C'è un percorso più scultoreo e una realtà installativa dove cambiano naturalmente gli spazi. La scultura è il mio pensiero, sono diversi anni che lavoro sulla materia tessile, l'approcio con la materia è fondamentale.

L'abbraccio-performance
L'abbraccio-performance ()

La ricerca del materiale è stata quindi molto importante?
Si determinante nel mio percorso di studio, al tessile ci sono arrivata un po' per caso, anche per esigenze personali, ho lavorato la pietra, i metalli, la cera, poi mi sono trovata costretta a lavorare in uno spazio più piccolo e questo mi ha avvicinato a materiali più gestibili. La ricerca è sempre un lavoro in progresso, scoprire qualcosa di nuovo.

Sono d'accordo, dovrebbe essere così per ogni artista!
Certo, certo, io anche caratterialmente sono fatta così, se non cambio mi annoio...

limax maximus - installazione site specific - 6mt circa
limax maximus - installazione site specific - 6mt circa ()

Anche solo il fatto di vivere tra Creta e Bologna è un modo per non annoiarsi... Tra l'altro la scelta di vivere tra queste due città è dovuta a esigenze personali o motivi artistici?
All'inizio è stato per motivi personali che però probabilmente racchiudevano anche motivi professionali, quando sono in Italia sono molto più affaticata ed impegnata in quanto devo fare molte più cose per sostenermi.

Quindi si vive molto meglio a Creta!
Si, forse ci sono altre difficoltà, ma la qualità della vita è sicuramente migliore.

senza titolo
senza titolo ()

Quando sei a Creta produci i tuoi lavori?
In questo momento il mio studio è là, in questi ultimi anni passo più tempo a Creta che non a Bologna, sono in un momento di passaggio e sto cercando di organizzarmi meglio anche in Italia, ma al momento il mio studio è a Creta, è molto bello e grande e lavoro molto bene.

Hai una Galleria che ti rappresenta?
Non proprio, però a Novembre avrò una mostra a Roma in una Galleria, ho fatto tantissime esposizioni, concorsi e ho collaborato con diversi curatori che poi mi hanno portato in Gallerie come succederà appunto a Novembre presso Anna Marra Contemporanea.

Bene, questo è il tuo progetto futuro, non mi hai ancora raccontato esattamente come nasce il tuo lavoro, ti va di farlo?
Certo, è sempre difficile e forse un po' limitativo descrivere il proprio lavoro ma proverò a farlo. Gli ultimi anni mi sono concentrata moltissimo nel lavorare sulle emozioni, su ciò che riguarda le emotività delle persone in genere. Da questa ricerca sono venute fuori una serie di sculture che una mia cara amica e collega ha definito «anatomie morbide», una definizione che mi è piaciuta moltissimo e che coglie in pieno il significato. Sono sculture di stoffa, quindi morbide e rappresentano dei corpi appunto morbidi ma anche perchè invigoriti dalle loro problematiche interiori, c'è da dire che sicuramente l'universo femminile in tutto questo ha una prevalenza, nel senso che più si va avanti si sente una solidarietà molto forte perchè ci si scontra con problematiche universali. In questi lavori si parla di solitudine, di problemi con il proprio corpo, si parla di emotività, emozioni, tutto questo è rappresentato attraverso metafofe e immagini simboliche. A volte questa serie di sculture prendono il nome da figure mitologiche, attraverso queste simbologie voglio rappresentare le problematiche e in questi corpi ci sono ricamati gli organi che simboleggiano il rapporto tra ciò che è all'interno e non si vede e ciò che è esterno, in questo caso ciò che è interno viene fuori e si vede.

il peso della sua leggerezza. Libro d'artista particolare
il peso della sua leggerezza. Libro d'artista particolare ()

Ho capito, un pensiero molto profondo ! Complimenti non sempre c'è una sostanza così intensa in lavori che si vedono in giro e soprattutto questo fa sì che l'opera abbia un peso maggiore ! Sono anche d'accordo con tè nel pensare che il raccontare del proprio lavoro sia difficile e limitativo, ma soprattutto per chi non ha nulla da dire, tu invece hai un lavoro molto forte che ti permette di raccontare il tuo messaggio.
Ti ringrazio, penso sia fondamentale, ci deve essere qualcosa da dire, altrimenti diventa un lavoro solo decorativo e non più un lavoro artistico. Il messaggio è fondamentale, io produco solo quello che sento. Nell'installazione c'è un rapporto anche con lo spazio, ma le mie tematiche continuano ad essere quelle. Continuo a cercare di tirare fuori in superfice l'intimità, ciò che a volte non vogliamo far vedere o che per qualche motivo non possiamo far vedere, trovo sia una cosa che riguarda tutti noi e per questo un argomento importante.

Assolutamente riguarda tutti, ti ringrazio Chiara, è stato davvero piacevole sentirti raccontare di come vivi la tua Arte, io chiudo sempre con il chiedere se c'è un oggetto, un elemento o un personaggio come ad esempio un quadro, una scultura, una fotografia o una qualunque opera d'arte, oppure un disco, una canzone, un libro, una poesia o un artista che non ti abbandona mai e che porti da sempre e per sempre nel tuo cuore. Esiste qualcosa del genere nella tua vita di artista ? Se fossi l'ultimo abitante della terra cosa terresti con te ? Un' opera da contemplare, un libro da leggere, una canzone da ascoltare o un personaggio con cui chiacchierare?
Un libro che ho praticamente sempre con me e che leggo almeno una volta all'anno, l'Insostenibile Leggerezza dell'Essere di Milan Kundera.