21 aprile 2021
Aggiornato 11:00
Società

Preservativi e pillole gratis, la rivoluzione delle Filippine

Nonostante la dura battaglia portata avanti dalla Chiesa cattolica, la Corte Suprema filippina ha approvato la riforma fortemente voluta dal presidente in carica Benigno Aquino per porre un freno all'eplosione demografica e, soprattutto, evitare la trasmissione di malattie sessuali

MANILA - Una riforma rivoluzionaria, segno del lento ma inesorabile processo di sviluppo che anche i Paesi asiatici stanno conoscendo. Dopo una dura battaglia, la Corte Suprema delle Filippine ha finalmente approvato una legge del governo destinata a cambiare radicalmente le abitudini della gente.

Preservativi e pillole contraccettive gratis, educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, consultori accessibili a tutti, soprattutto alle fasce più deboli, e nuove strutture per accogliere le donne che hanno subito aborti illegali. Misure che aiuteranno i filippini a compiere scelte più consapevoli. Il provvedimento, voluto dallo stesso presidente Benigno Aquino, taglia con il passato, drasticamente, e pone una base importante per lo stato di diritto nel Paese.

La legge servirà a porre un freno alla crescita demografica ormai fuori controllo, che quest'anno, secondo le ultime stime, dovrebbe arrivare a sfiorare i 107 milioni di abitanti, con un incremento dell'1,81% all'anno. Ma servirà anche – e, lasciatemi dire, soprattutto – a contrastare il contagio da Hiv e ridurre le morti da parto, che oggi arrivano al numero inquietante di 221 madri ogni 100mila.

Un'età media molto bassa quella dei filippini (23,5 anni appena), senza contare che la metà delle donne si trova ad affrontare gravidanze indesiderate e un terzo di loro, nonostante il divieto di aborto che vige nel Paese, sceglie l'interruzione di gravidanza, chiaramente servendosi di metodi assai discutibili, sia per l'igiene che per la sicurezza.

Una riforma doverosa, dunque, quella sostenuta da Aquino, che tuttavia rappresenta un vero terremoto per l'isola, in cui la presenza della Chiesa cattolica è ancora pressante. Con i suoi 76 milioni di fedeli, praticamente l'80% della popolazione, e le 86 diocesi sparse un po' ovunque, le Filippine sono il terzo Paese più cattolico al mondo dopo Brasile e Messico. Le autorità ecclesiastiche godono di un potere vastissimo, anche politico, che ha sempre influenzato profondamente lo stile di vita e la morale nazionali.

Ora, la Chiesa dovrà accettare questa legge dello Stato che ha subito tacciato come «demoniaca». Anche perché – e anche questo è un segno dei tempi che fa ben sperare – il 72% dei filippini è favorevole alla riforma.